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L’Anglo-arabo-sardo controllato da Roma

Sul controllo regionale del libro genealogico del cavallo anglo-arabo-sardo prima hanno trovato l’accordo trasversale 58 consiglieri regionali, poi tutto il Consiglio che ha votato all’unanimità un...

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Sul controllo regionale del libro genealogico del cavallo anglo-arabo-sardo prima hanno trovato l’accordo trasversale 58 consiglieri regionali, poi tutto il Consiglio che ha votato all’unanimità un ordine del giorno: «È un passaggio fondamentale per rilanciare un settore che ha grandi potenzialità economiche e turistiche», il senso. A sollecitare l’impegno è stato il consigliere regionale Gaetano Ledda (Sardegna Vera): «Nonostante le migliaia di firme raccolte e non so più quante sollecitazioni, finora questo diritto ci è stato negato e la tenuta del libro è rimasta altrove». Serve che la Regione si «riappropri del tema», ha detto Luigi Lotto (Pd). Pier Mario Manca (Soberania) ha aggiunto: «Il problema della tenuta dei libri genealogici riguarda anche le razze ovine. Non può essere ancora Roma a dettare le regole». Sulla mozione ha espresso parere favorevole anche l’assessore all’Agricoltura, Elisabetta Falchi: «Dall’endurance all’equitazione in genere – ha detto – siamo consapevoli che possiamo e dobbiamo sfruttare al meglio questo settore, ma purtroppo manca ancora una programmazione incisiva». È sempre la solita storia: l’isola ha un tesoro ma non lo sa sfruttare, o peggio ancora si fa scippare persino i “diritti d’autore”. Può darsi che l’ordine del giorno unitario smuova qualcosa, perché come ha detto l’ex assessore Oscar Cherchi (Forza Italia) «servono atti concreti e bisogna sostenere il grande lavoro fatto in questi anni dall’Istituto di incremento ippico».

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