La Nuova Sardegna

Metti una sera a teatro con Placido e Marcorè

di Walter Porcedda
Metti una sera a teatro con Placido e Marcorè

Presentato il circuito regionale di prosa allestito dal Cedac

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CAGLIARI. Michele Placido, Neri Marcorè, Franco Branciaroli, Cristina Crippa, Lella Costa, Daria Deflorian. Solo per citare alcuni solo dei nomi dei protagonisti. Cioè alcuni dei migliori rapprensentanti della scena nazionale. E poi i titoli e gli autori. Dal sommo Shakespeare a Luigi Pirandello, da Miller a Goldoni. Ma anche drammaturghi e autori contemporanei come Lucia Calamaro, insignita lo scorso anno del prestigioso Premio Ubu a Stefano Benni. E ancora Giuseppe Patroni Griffi, Claudio Fava e Sergio Rubini. Valeria Ciabattoni, che cura la direzione artistica e organizzativa del circuito regionale del Cedac – dal 19 novembre al 26 aprile – conferma, come è consuetudine, un cartellone di ampio respiro. «Un ventaglio assai vasto – dice – in grado di soddisfare esigenze di pubblico diverse. Dal testo drammatico sino a quello brillante. Con la presenza di spettacoli importanti, novità e anteprime accanto a iniziative collaterali, tra cui gli incontri degli attori e i registi con il pubblico».

Un ampio ventaglio di proposte.

A snocciolare i dati del circuito è invece il presidente Antonio Cabiddu che ricorda come questo sia ben radicato in Sardegna con una programmazione che si tiene con 148 repliche in 17 piazze dove, nonostante la crisi, il Cedac cerca di mantenere assieme la qualità delle proposte con la più ampia fruizione del pubblico. Cioè porte aperte agli spettatori giovani e politica di prezzi bassi. Ma tanto sforzo non sembra essere ripagato in modo adeguato in termini di risorse pubbliche. Il leit motiv ormai ricorrente è quello dei continui tagli al settore che rischiano di mandare gambe all’aria anche rassegne strutturate e di lunga vita come quella del Cedac (questo anno compie trentacinque anni).

«Siamo colpiti – ha detto Cabiddu – da un taglio lineare del venti per cento. Il budget dello spettacolo cioè continua a calare in assenza di regole. Per questo abbiamo scelto come slogan di questo anno “Giù la maschera”, proprio per invitare le istituzioni a svelare intenzioni e politiche per lo spettacolo in Sardegna».

A stretto giro la replica dell’assessore alla Cultura Claudia Firino presente all’incontro stampa. «Nessuna maschera – ha detto la Firino – siamo sempre accanto agli operatori del settore in modo onesto. Con loro teniamo sempre aperto il dialogo»

Sullo specifico – cioè tagli e risorse – però l’assessore dice poco preferendo guardare al futuro. «Nel 2015 le cose cambieranno» promette e aggiunge: «Sì è vero c’è un taglio orizzontale ma dal 2015 investire in cultura sarà una vera scommessa. E non ci sarà alcun arretramento» .

I tagli allo spettacolo.

Come corollario al suo saluto Claudia Firino infine certifica come da un attento confronto con altre regioni la Sardegna non stia poi così male. «E’ vero qui c’è decadenza e difficoltà – afferma l’assessore –ma altrettanto vero è che il tipo di investimento in cultura per persona in Sardegna è il terzo in Italia»

Ma Cabiddu precisa: «qui c’è una incredibile polverizzazione delle risorse. La Sardegna è una delle poche regioni che non ha regole. Rassegne come quella del circuito devono essere protette e difese come un patrimonio comune con la partecipazione degli enti locali e il necessario adeguamento delle regole regionali al progetto di riforma voluto dal ministero».

E veniamo al circuito che si apre dal 19 al 23 novembre al Massimo di Cagliari con uno spettacolo record di incassi come è “Beatles submarine” rievocazione e omaggio ai Fab Four di Liverpool con lo spumeggiante Neri Marcorè e la straordinaria Banda Osiris con la regia e il testo a cura di Giorgio Gallione e le raffinate immagini di una brava scenografa come è Daniela Dal Cin con i video di Francesco Frongia.

Dal 10 al 14 dicembre al Massimo e il 15 e 16 al Comunale di Sassari è la volta di Michele Placido nella tragedia “Re Lear” di Shakespeare. Con Placido in scena anche Gigi Angelillo, Federica Vincenti e Giulio Forges Davanzati.

A Sassari il 7 e 8 gennaio un testo di Natalia Ginzburg, “Ti ho sposato per allegria” vede in scena Chiara Francini ed Emanuele Salce, regia di Piero Maccarinelli.

Un classico di Pirandello, “Enrico IV”, viene riletto dal grande attore Franco Branciaroli, autore anche della regia, dal 14 al 18 gennaio a Cagliari e il 19 e 20 a Sassari. Dal 28 gennaio al 1 febbraio al Massimo è la volta de “L’origine del mondo” di Lucia Calamaro con Deflorian Federica Santoro e Daniela Piperno, regia di Francesca Blancato. “Il bell’Antonio” di Brancati è riletto da Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti, regia di Giancarlo Sepe il 5 e 6 febbraio a Sassari.

Placido a Cagliari e Sassari.

“Prima del silenzio” è il testo drammatico di Giuseppe Patroni Griffi, con Leo Gullotta, dal 4 all’8 febbraio a Cagliari, dove dal 18 al 22 febbraio Sergio Rubini presenta anche l’anteprima di “La Serata” con Fabrizio Bentivoglio. A Sassari è invece Lella Costa con Paolo Calabresi, dal 18 al 19 febbraio a mettere in scena con la regia di Emanuela Giordano un testo di Lidia Ravera: “Nuda proprietà”.

Sempre a Sassari, dall’11 al 12 marzo viene rappresentato “Amlet travesti” da John Poole, Petito e Shakespeare a cura di Punta Corsara.

Beppe Fiorello e Vittorio Morono sono gli interpreti protagonisti di “Penso che un sogno così”, viaggio nell’Italia del secondo Novecento con le canzoni di Modugno il 4 e 5 marzo a Cagliari, dove dal 18 al 22 marzo va in scena “Novantadue- Falcone e Borsellino 20 anni dopo” di Claudio Fava con Filippo Dini.

A Sassari il 25 e 26 marzo ecco “Gli innamorati” di Goldoni con Nello Mascia e si chiude con “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni con Ambra Angiolini il 9 e 10 aprile. A Cagliari il sipario sul circuito invece cala dal 22 al 26 aprile con “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller con Elio De Capitani e Cristina Crippa.

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