La Nuova Sardegna

udienza in vaticano

S. Pietro invasa dalle t-shirt rosse

di Alessandro Pirina
S. Pietro invasa dalle t-shirt rosse

I lavoratori consegnano una lettera al pontefice: ci dia un aiuto

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ROMA. Una chiazza rossa ai piedi della scalinata di San Pietro. Così si presentava dall'alto il popolo di Meridiana. Impossibile non notarlo in mezzo alle migliaia di fedeli e pellegrini che come ogni mercoledì affollavano piazza San Pietro per vedere da vicino e ascoltare papa Francesco. I primi lavoratori della compagnia area, con indosso l'ormai inconfondibile maglietta rossa si sono presentati in Vaticano all'alba. A dividere le t-shirt rosse degli esuberi e il Pontefice c'era solo la scalinata della basilica. Ad attendere il Papa non solo i dipendenti di Meridiana, ma anche i loro familiari. Un posto in prima fila è stato riservato ai genitori e alla sorella di Alessandro Santochini, l'assistente di volo che insieme al pilota Andrea Mascia da una settimana si trova per protesta sulla torre dell'illuminazione dell’aeroporto di Olbia. Quando mancava qualche minuto alle 10 Francesco ha fatto la sua comparsa sulla papamobile. Subito un saluto agli esuberi di Meridiana, ma è solo al termine del tour di piazza San Pietro che il Pontefice si è avvicinato alle magliette rosse. Le ha accarezzate, ha dato un bacio a quelle più piccole che i genitori hanno voluto con loro, ha ascoltato la loro sofferenza. Ma soprattutto ha preso una di quelle magliette rosse e l'ha avvicinata alla sua talare bianca. Un gesto simbolico per sottolineare la sua vicinanza al popolo di Meridiana. Un gesto che, però, qualche minuto dopo si è tramutato in parole chiare, nitide, che non lasciano alcun dubbio di interpretazione. «Faccio un appello ai responsabili: nessuna famiglia senza lavoro». Sui volti di molti dipendenti Meridiana sono comparse le lacrime. Le parole di Francesco sono andate oltre anche le loro aspettative. Commosse e soddisfatte le magliette rosse hanno lasciato il Vaticano, ma non prima di aver fatto recapitare al Papa una loro lettera. “Caro Francesco, con profonda gratitudine per averci ricevuto le affidiamo il nostro grido di sdegno e dolore per la situazione di ingiustizia che ci vede protagonisti. Oggi il principe Aga Khan, che ha sempre seguito con attenzione lo sviluppo e la crescita della sua compagnia, sostiene e appoggia il licenziamento di 1.634 persone. Con grande umiltà le chiediamo aiuto”.

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