Non calunniò i magistrati: assolto Grauso
CAGLIARI. La prima sezione della Corte d'appello di Palermo ha assolto «per non aver commesso il fatto» l'imprenditore Nichi Grauso, accusato di aver calunniato i magistrati della procura di...
CAGLIARI. La prima sezione della Corte d'appello di Palermo ha assolto «per non aver commesso il fatto» l'imprenditore Nichi Grauso, accusato di aver calunniato i magistrati della procura di Cagliari. In primo grado sia Grauso che l'avvocato Luigi Garau e il giornalista Antonangelo Liori erano stati assolti dalla quinta sezione del Tribunale di Palermo dall'accusa di estorsione e tentata estorsione nei confronti di Tito Melis, padre di Silvia, rapita nel 1997. Grauso era stato condannato a due anni e sei mesi (pena condonata per l'indulto) per la calunnia. Secondo la Procura, il padre della sequestrata sarebbe stato costretto a scrivere una falsa lettera liberatoria nella quale si affermava che la Dda di Cagliari aveva autorizzato il pagamento del riscatto. Da qui l'accusa di calunnia nei confronti dei magistrati Carlo Piana e Mauro Mura. La Procura non fece appello contro la sentenza del Tribunale, appellata però da Grauso che aveva rinunciato alla prescrizione.
Il 20 settembre 2013 Grauso era stato condannato a tre anni e due mesi di reclusione ancora per calunnia e diffamazione nei confronti dell’ex procuratore capo Carlo Piana, del sostituto Guido Pani dell’allora presidente di sezione del tribunale civile Giangiacomo Pisotti e dei tre ( amministratori giudiziari Luigi Farris, Riccardo Meloni e Giancarlo Dessì e dell’editore dell’Unione sarda Sergio Zuncheddu. L’appello si farà il 22 gennaio 2015.
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