«Disarmare l’isola»: oggi marcia di protesta dei pacifisti
LACONI. «Disarmare la Sardegna». È con questo slogan che oggi parte la tredicesima marcia regionale della pace. I dimostranti chiedono lo smantellamento di basi e poligoni. Lungo la strada che va da...
LACONI. «Disarmare la Sardegna». È con questo slogan che oggi parte la tredicesima marcia regionale della pace. I dimostranti chiedono lo smantellamento di basi e poligoni. Lungo la strada che va da Laconi a Gesturi, in giornata, a migliaia si ritroveranno tutti insieme per rilanciare il "no" alle servitù militari. All’iniziativa aderiscono oltre 50 organizzazioni di volontariato e promozione sociale. Tutte si riconoscono nella Tavola sarda della pace: dalla Collina di don Ettore Cannavera alle tre confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, dalle Chiese evangeliche alle Acli, dall'Anpi a Emergency.
Nel cine-teatro di Laconi, alle 10, si terrà un'assemblea per delineare il nuovo futuro possibile per la Sardegna. Poi, dopo pranzo, i manifestanti percorreranno i 6 km da Nuragus a Gesturi. Dove, dalle 17, ci saranno gli interventi dei rappresentanti delle diverse organizzazioni». Parleranno minatori del Sulcis, pastori, precari, delegati di sindacati e amministrazioni municipali. Seguirà un concerto aperto a gruppi e band arrivati un po' da tutta l'isola.
«Contro le servitù militari per un futuro nuovo per la Sardegna»: questo dunque il tema al centro delle manifestazioni. Il primo intervento sarà quello del missionario comboniano Massimo Robol, che è stato per dodici anni in Mozambico e adesso è presidente dell'associazione di amicizia Sardegna-Palestina.
«A poco più di un mese dalla grande e bella manifestazione a Capo Frasca, le richieste della società civile sono nette e immutate – hanno spiegato alla vigilia della marcia della pace i promotori – Chiediamo il cessate il fuoco immediato in tutti i poligoni. E poi lo smantellamento delle basi militari, la bonifica da parte dello Stato dei territori gravati dalle conseguenza della presenza dei soldati, l'avvio di una inchiesta approfondita sulle conseguenze degli insediamenti per salute pubblica.
«Ed esigiamo anche – chiarisce Franco Uda, presidente dell’Arci regionale e portavoce della Tavola della pace – la prosecuzione delle azioni per la ricerca della verità e il raggiungimento della giustizia. Vogliamo che questa tredicesima marcia rappresenti davvero, per tutti noi che siamo impegnati nella lotta, un'altra tappa nel cammino di liberazione definitiva dalle logiche della guerra».
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