La Nuova Sardegna

Meridiana: scatta la rivolta dopo il via ai licenziamenti

di Enrico Gaviano
Meridiana: scatta la rivolta dopo il via ai licenziamenti

Critiche da parte di Gianni Giovannelli e dei parlamentari Scanu e Nizzi Perplesso anche l’assessore Deiana: gli spazi di manovra ora sono strettissimi

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OLBIA. Domani sarà il giorno decisivo. Quello in tutto si compirà. Meridiana ha rotto gli indugi, ha deciso che avvierà le procedure di licenziamento, che interessano 1634 dipendenti su 2101. Questo subito dopo l’ultimo confronto istituzionale al ministero del lavoro. Le reazioni sono composite. C’è chi, come l’assessore regionale Massimo Deiana, che si definisce inguaribile ottimista, spera che si apra uno spiraglio. Chi come il deputato Gian Piero Scanu invoca una soluzione che coinvolga la compagnia di bandiera del Qatar. Chi ancora, come il sindaco di Olbia, boccia in maniera dura la decisione dell’azienda e pensa a un possibile coinvolgimento della magistratura. In mezzo ci sono i sindacati, disorientati ma decisi a far sentire la loro voce. E, soprattutto i lavoratori. Due di loro, Andrea Mascia e Alessandro Santocchini, da giorni sono appesi su un palo davanti all’aeroporto Costa Smeralda. Ieri, i palintegrati, hanno scritto una lettera all’ad della compagnia Roberto Scaramella. «State distruggendo la più grande impresa privata sarda – scrivono i due – la state spogliando delle sue risorse, state umiliando i suoi lavoratori. Avete scelto di annullare 51 anni di storia di una compagnia e della comunità. Avete portato al tavolo del Ministro il gioco delle tre carte per poi sollevare la carta "vincente" a tarda sera e a incontro sospeso. A voi che siete il leader della nostra compagnia, vorremmo chiedere qual è il rapporto tra 1634 licenziamenti e il salvataggio di Meridiana. Come si può salvare un corpo strappandogli il cuore? Come potrete mantenere in vita un’azienda riducendola a quella che fu nel lontano 1963 quando voi non eravate ancora nato?». Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt, insiste e chiede che si trovi un accordo. «Presentino un piano industriale invece che assumere atteggiamenti che ci lasciano basiti – dice –. Siamo pronti alla flessibilità, a ridurre il costo del lavoro. Ma loro devono cambiare scelte. Perché riducono le rotte, a fronte di un mercato in crescita? Hanno rinunciato alla continuità su Alghero e Cagliari e lì Alitalia cresce del 98 per cento».

Ma il dado sembra tratto, per Meridiana, basta perdere tempo. Se ne rende conto anche l’assessore regionale ai trasporti Deiana. «C’era un accordo possibile sulla proposta del governo – dice –, con il numero di lavoratori in mobilità ridotto di 300 e 400 posti, poi i sindacati hanno forzato la mano. Ora vediamo cosa si può fare, ma gli spazi di manovra sono diventati strettissimi».

Spazi che per Scanu, deputato del Pd, non ci sono. «Meridiana ha scelto una modalità rozza, impossibile da accettare. In campo c’erano Governo, Regione e lavoratori. La compagnia si è presa gioco di tutti. Dimostrando di non essere in grado di andare avanti. Giusto che si faccia da parte, e che il governo lavori su una soluzione tipo Alitalia. La compagnia del Qatar potrebbe prendere il posto di Meridiana, lo conferma il fatto che Rashid Fahad della Qatar foundation dopo il colloquio con Renzi ha detto che dopo il via libera al San Raffaele, seguiranno altre cose».

Diversa la posizione di Settimo Nizzi di Forza Italia. «Dispiace per i posti di lavoro che verranno persi – sottolinea – ma a questo punto bisogna trovare una soluzione concreta. Inutile perdere sacco e sale. Quello che conta è salvare Meridiana, fare in modo che continui ad operare».

Gianni Giovannelli ovviamente è di tutt’altro parere. «I licenziamenti si tradurrebbero in una autentica tragedia per il territorio – dice il sindaco di Olbia –, per questo dico che vogliamo vederci chiaro. Il comportamento di Meridiana è stato rispettoso delle leggi. Se si dovesse arrivare a capire che c’è stato qualcosa che non quadra, siamo pronti a rivolgerci alla magistratura».

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