La Nuova Sardegna

Regione senza soldi, l’Arst vede il baratro

di Luca Fiori
Regione senza soldi, l’Arst vede il baratro

I sindacati denunciano una situazione preoccupante: «Il dramma potrebbe esplodere dalla prima settimana di novembre»

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SASSARI. L’Arst sarebbe sempre più vicina al baratro e già dal prossimo mese la situazione potrebbe diventare drammatica.

La denuncia arriva dalle organizzazioni sindacali che due giorni fa hanno incontrato l’assessore regionale dei trasporti Massimo Deiana e i vertici aziendali. «La Regione non ha i soldi per l’Arst e non riuscirà a restituire i 90 milioni che deve all’azienda». Nelle parole del segretario regionale della Fit Cisl, Valerio Zoccheddu, è stato questo l’esito della riunione che si è tenuta all’assessorato regionale ai Trasporti. La Regione verserà entro l’anno circa venti milioni, nove al mese, per la quarta rata trimestrale: per la cifra restante non ci sono tempi certi, anche se Deiana non esclude di chiedere al collega del Bilancio un contributo straordinario di 50 milioni di euro. «Tenendo conto che le spese correnti ammontano a 27 milioni - come sottolineato dai rappresentanti dell’azienda - i conti sono presto fatti, aggiunge Zoccheddu». L’assessore Deiana ci ha comunicato che sta lavorando e potrebbe chiedere all’assessore al Bilancio Raffaele Paci un contributo straordinario di 50 milioni per garantire il parte il debito con l’Arst. L’assessore continua a sostenere che la Regione non debba entrare nel settore dei trasporti che va lasciato ai privati, non è accettabile». Per il segretario generale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu «il dramma della mancanza di risorse nel trasporto pubblico locale potrebbe esplodere dalla prima settimana di novembre. Oltre a non dare alcuna certezza sulle risorse necessarie per portare a termine l'ultimo trimestre dell’anno in corso - aggiunge Boeddu - aspetto sul quale gli Uffici Regionali stanno lavorando alacremente, rispetto al debito accumulato dalla Giunta precedente, l'assessore ha dichiarato di voler fare un piano di rientro già dal prossimo anno facendo in maniera che le risorse dovute all'Arst Spa arrivino dalle razionalizzazioni. In poche parole - spiega il sindacalista - l'assessore vorrebbe restituire il debito che ha nei confronti della sua azienda prendendo le risorse dalla riorganizzazione dei servizi, cioè con dei tagli, anziché provvedere ad onorare il debito così come previsto per legge. Se sotto l'aspetto sociale sarebbe un vero e proprio dramma - conclude Boeddu - tale decisione non risolverebbe neppure il problema del debito contratto nei cinque anni precedenti».

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