Angioni: «Ora bisogna compattare il partito»
SASSARI. Ignazio Angioni appare soddisfatto. «Faccio i miei migliori auguri a Renato Soru – dice – Ma adesso bisogna compattare il partito: la scarsa partecipazione al voto è il segno che i sardi si...
SASSARI. Ignazio Angioni appare soddisfatto. «Faccio i miei migliori auguri a Renato Soru – dice – Ma adesso bisogna compattare il partito: la scarsa partecipazione al voto è il segno che i sardi si aspettavano da noi un maggiore contributo alla soluzione dei problemi dell’isola ».
Si attendeva un esito del genere?
«Abbiamo vinto in due grandi città come Sassari e Cagliari, e anche in quest’ultima provincia. È certo un risultato che deve spingere a riflettere».
In che senso?
«Questa è la dimostrazione di quel che ho ribadito più volte negli ultimi tempi: il bisogno di un congresso unitario, basato sui contenuti. Invece qualcuno ha preferito la conta dei voti, forse perché pensava a un risultato plebiscitario».
Che cosa vuol dire?
«Che abbiamo eletto un segretario di misura. E che adesso il Pd va guidato e unito, non appena un domani le commissioni incaricate avranno definitivamente certificato l’esito della consultazione».
Quali contributi in più sono arrivati da renziani e da parte degli ex ds?
«Il sostegno convinto dei renziani della prima ora e poi dei cuperliani è la prova della genuinità delle mie proposte: quelle con cui pensavo di poter fare il segretario per mettere insieme personalità e persone differenti».
Qual è il suo giudizio sulla scarsa partecipazione?
«Lo ripeto: la bassa affluenza ai seggi va attribuita al fatto che i sardi continuavano a chiedere che si occupassimo di più dei problemi dell’isola».
Ritiene che Soru riuscirà a raggiungere questi obiettivi?
«Penso che sia obbligato a farlo: anche alla luce del fatto che è diventato segretario in una competizione nella quale le diverse forze hanno ottenuto consensi equilibrati. Insomma, mi pare che Soru non dovrà limitarsi solo ai rapporti con la giunta regionale».
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