La Nuova Sardegna

Boom dei meloni invernali nell’isola

di Pasquale Porcu
Boom dei meloni invernali nell’isola

La distribuzione specializzata rilanciata dalle caratteristiche di pregio delle coltivazioni sarde

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SASSARI. Secondo alcuni il melone è originario dell'Africa, secondo altri, invece, viene dall'antica Persia. Una cosa è certa: tra i meloni invernali il primato della bontà appartiene ormai alla Sardegna. È vero che in commercio, anche in queste settimane, si trovano varietà che arrivano dalla Sicilia o dalla Spagna, ma quelli migliori (e più cari) vengono coltivati tra Sassari e Alghero nelle Tenute Delogu.

«Per noi è stata una sorpresa – dice il titolare dell'azienda, Piero Delogu – Sarà per la cultivar che abbiamo scelto, la Tendral nota anche come "brutto e buono", sia per la composizione del terreno e in generale per le condizioni pedoclimatiche, ma chi assaggia il nostro prodotto lo preferisce ad altri che in generale hanno un prezzo inferiore».

La marcia in più di questa varietà viene dal gusto moderatamente dolce e dalla golosa succosità per cui è ottimo come frutta, ancora meglio come antipasto da abbinare a prosciutti crudi dolci e formaggi morbidi. E poi c’è la sua durata: fuori dal frigo può durare 3-4 mesi, grazie a una maturazione molto lenta.

«In questo momento stiamo rifornendo alcune catene della grande distribuzione e negozi specializzati di frutta e verdura – dice Delogu – e stiamo già pensando, dato il successo di questi anni, ad aumentare la nostra produzione».

Il melone era conosciuto e utilizzato già nell'antico Egitto ma nei secoli successivi si è diffuso in tutto l'impero romano. E di questo fatto esistono tracce anche nel Naturalis Historia di Plinio (primo secolo dopo Cristo). Anche se quelle varietà di melone, poco dolci, erano consumate a insalata.

Le varietà di melone si suddividono in due grandi gruppi: il melone "invernale" e le varietà retate o lisce estive. Il primo è detto invernale non tanto per il periodo di coltivazione che si svolge d'estate, ma per la grande conservabilità che consente di protrarre il suo consumo fino all' inverno inoltrato. Il melone dolce estivo invece matura più velocemente ed è molto profumato. I meloni estivi sono di varietà liscia o retata.

In Sardegna sono circa 600 gli ettari coltivati a meloni, con una resa media per ettaro di 3-400 quintali e con una produzione annuale complessiva di 240mila quintali all'anno. Il prezzo all'ingrosso è passato, in 20 giorni, da 40 centesimi a 1 euro al chilo. Ma c'è chi giura che nei prossimi giorni crescerà ancora.

La zona più ricca dal punto di vista degli ettari coltivati a meloni è quella di Arborea/Cabras con circa 250 ettari, altri 120 sono gli ettari coltivati in Nurra e una ottantina a Valledoria. Le varietà sarde più presenti sono, durante l'estate, quelle estive. In particolare quelle "Piel de sapo"(90%), coltivate in Spagna e in Sardegna. Ma nella nostra isola è coltivato e venduto anche il cosiddetto "melone retato" (circa il 15%). Mentre la varietà Tendral, per ora si attesta sul 5% del totale. Con un vantaggio: che si vende da ottobre in poi (quando le varietà estive non ha più concorrenza) e può conservarsi fino a Natale e oltre.

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