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Byrne all’attacco di Hirst e Koons «Basta con l’arte per super ricchi»

NEW YORK. Stop con l'arte creata per i super-ricchi: David Byrne, l'ex frontman dei Talking Heads e lui stesso un artista, è partito all'attacco dell'arte contemporanea: «Ho cominciato a vederne le...

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NEW YORK. Stop con l'arte creata per i super-ricchi: David Byrne, l'ex frontman dei Talking Heads e lui stesso un artista, è partito all'attacco dell'arte contemporanea: «Ho cominciato a vederne le opere come intenzionalmente o inconsciamente prodotte per far piacere all'uno per cento», ha scritto sul suo blog il musicista di «Stop Making Sense». In creazioni firmate Damian Hirst, che Byrne nomina esplicitamente, o Jeff Koons, mai citato ma chiaramente presente nel ragionamento del musicista, «non intravedo più idee. Magari sbaglio, magari ci sono, magari l'artista ha mantenuto la sua integrità e la distanza dal “dirty business” di chi vende e chi compra, ma io non riesco più a vedercele».

Una retrospettiva di Koons si è appena chiusa al Whitney e ha suscitato polemiche analoghe (il critico Jed Perl ha attaccato «la gelida arroganza chic» di «una succession di trofei pop emotivamente morti» davanti a cui «il pubblico confuso si limita a scattare selfies con l'Iphone». Questo è il mondo in cui viviamo, scrive Byrne: «L’opera dovrebbe interrogare la realtà, invece finisce risucchiata in questo vuoto vortice di lusso».

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