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«Indigenti 138mila pensionati»

«Indigenti 138mila pensionati»

Allarme della Cisl: un quinto della popolazione isolana rischia di andare in default

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CAGLIARI. In Sardegna oltre 138 mila pensionati vivono in una situazione di povertà. L’allarme è stato lanciato dal segretario regioanle della Cisl sarda Oriana Putzolu e da quello dei pensionati Piero Agus che parlano di «anziani praticamente ignorati» e chiedono alla Regione di intervenire prevedendo nella Finanziaria 2015 risorse per l’inclusione sociale.

Over 60. Citando i dati dell’Inps, il sindacato, mette in evidenza che in Sardegna si registrano 107mila 366 ultrasessantenni con un assegno mensile non superiore a 507,95 euro, 13 euro al di sotto della soglia di povertà assoluta, mentre altri 31mila 222 “over 60” ricevono un assegno sociale medio mensile non superiore a 392 euro.

Rinunce. «Se non intervengono i parenti – spiegano Putzolu e Agus – molti di costoro rinunciano anche alle medicine e alle visite specialistiche. Nonostante ciò, si tolgono il pane di bocca per condividerlo con i figli disoccupati o per sostenere le piccole spese dei nipoti». Sono oltre 350mila le persone al di sotto della soglia di povertà relativa nell’isola. Secondo i calcoli dell’Ufficio studi della Fnp Cisl, la fetta più consistente delle “pensioni di sopravvivenza” – al di sotto della povertà assoluta – è destinata all’ex provincia di Cagliari (42mila 546), seguono Sassari (28mila 726), Nuoro (20mila 447) e Oristano (15mila 647).

Blocco. «Il blocco della rivalutazione delle pensioni – spiega Putzolu – dura da 16 anni, in questo lasso di tempo il potere d’acquisto delle pensioni è diminuito del 30 per cento». Un quinto della popolazione sarda rischia di andare in default. Sono 350mila 131, infatti, i sardi ultrasessantacinquenni (21,04 per cento della popolazione), gran parte dei 470mila 765 pensionati Inps, con una pensione media mensile pari a 700,32 euro, quindi tutti sotto la soglia di povertà relativa che – secondo i dati Istat – corrisponde a 972,52 euro per una famiglia di due persone.

Istat. E le brutte notizie non finiscono qui. «Anche il rapporto Istat su “Reddito e condizione di vita” conferma quanto la Cisl sarda ripete da molti mesi: il rischio di povertà o esclusione sociale in Sardegna è in aumento. Causa principale di questa crescita è la mancanza di lavoro». Oriana Putzolu sottolinea che «la situazione di precarietà dei quasi 30mila lavoratori in Cig e in ammortizzatori sociali e l’aumento della disoccupazione giovanile hanno fatto ingrandire il rischio di povertà o esclusione sociale passato dal 30,1 per cento del 2012 al 31,7 del 2013».

Deprivazione. «Particolarmente grave – osserva la segretaria regionale della Cisl – è lo stato di deprivazione dei sardi aumentato l’anno scorso di quasi 5 punti (dal 9,6 al 14,2)». Oriana Putzolu attacca la Regione che – afferma – «purtroppo sembra più preoccupata di altro che di promuovere nuove opportunità lavorative» mentre dovrebbe «mettere in atto urgentemente tutte le iniziative, anche straordinarie, per creare occupazione».

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