La Nuova Sardegna

Blitz dei dipendenti nella sede di Olbia, oggi nuove proteste

di Guido Piga
Blitz dei dipendenti nella sede di Olbia, oggi nuove proteste

Martedì in Regione il primo confronto sui licenziamenti Azienda e sindacati hanno 75 giorni per trovare un’intesa

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OLBIA. «Un modo per tenersi in forma. Per allenare le corde vocali, dopo averle sollecitate a Roma...». Una battuta, una delle tante fatte da una trentina di dipendenti di Meridiana - assistenti di volo e piloti - che hanno fatto “irruzione” (senza violenza, con creatività) sotto la palazzina della compagnia, all’aeroporto, ieri senza amministrativi per via della giornata di cassa integrazione. Qualche slogan - in mezzo agli operai che stavano rinforzando le protezioni all’ingresso, non togliendole come si pensava - rivolto all’ad Scaramella e al direttore delle relazioni industriali Carcone, tutt’e due assenti: erano al ministero del Lavoro. «Ma ci hanno sentito» assicurano i manifestanti, pronti a replicare la protesta oggi a Roma insieme agli esuberi di Accenture e poi a Cagliari.

Perché martedì prossimo, 4 novembre, nell’assessorato ai Trasporti, ci sarà il primo incontro tra azienda e sindacati per discutere sui licenziamenti. Il primo di una lunga serie nei giorni a venire: 45 in tutto (più altri 30 supplementari) per trovare (o non trovare) un’intesa su chi lascerà l’azienda e sul perché (anzianità, carichi di famiglia, esigenze produttive).

Il conto alla rovescia sui tagli, dunque, è cominciato. Meridiana non ha concesso alternative ai licenziamenti: non vuole infatti altri due anni di cassa integrazione. Se non ci saranno colpi di scena, due gli spiragli per la trattativa: riduzione degli esuberi, oggi 1634 su 2101 dipendenti tra compagnia e hangar, così come richiesto dal Governo; e blocco delle esternalizzazioni, dal call center alle manutenzioni, tutti settori con base a Olbia. Anche perché prende piede l’ipotesi che l’azienda voglia, dopo il primo vertice, puntare a dividere i tavoli di discussione: piloti, poi assistenti di volo (la categoria maggiormente colpita: 899 tagli, il 55% del totale), e poi ancora amministrativi e operai.

Una prospettiva inaccettabile per i sindacati. Soprattutto per l’Usb, per una dimenticanza non invitato (poi è arrivata la correzione). «Ci saremo comunque - annuncia Francesco Staccioli, il leader nazionale, 500 e oltre iscritti tra gli assistenti di volo («e non solo») di Meridiana -. Ma faccio due domande, prima. A che titolo Meridiana convoca l’incontro in una sede istituzionale e non aziendale, come dice la legge? A che titolo la Regione si presta a questa strumentalizzazione? Condivide in pieno la linea aziendale sui licenziamenti? Se non è così, smentisca».

L’Usb non è un sindacato marginale. È centrale, appunto. Per via dei numeri ma, anche, per la prospettiva che annuncia: quella che porterà la trattativa in tribunale.

«Abbiamo dato mandato ai legali per studiare una causa che blocchi la procedura dei licenziamenti - annuncia Staccioli -. Abbiamo urgenza, sì. E con quest’urgenza ci rivolgeremo al tribunale di Tempio, appena avremo tutte le carte». L’obbiettivo è stoppare tutti i tagli, sul nascere. «Non avalleremo mai i licenziamenti, noi. Mai. E’ una questione di legalità e di giustizia, contro il travaso di attività a favore di Air Italy. I danni dei manager non li possono pagare i dipendenti di Meridiana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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