La Nuova Sardegna

Ottana Polimeri, presidio degli operai

di Federico Sedda
Ottana Polimeri, presidio degli operai

I sindacati: «Blocco pacifico per richiamare l’attenzione sulla vertenza». Presto vertice in assessorato

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OTTANA. Nuovo sit-in, ieri mattina, dei lavoratori di Ottana-Polimeri davanti ai cancelli dello stabilimento. Stavolta, gli operai hanno presidiato l’ingresso del personale e l’ingresso merci dalle 5.30 alle 11, bloccando il cambio turno delle 6. Un presidio pacifico al quale, per qualche ora, si sono uniti, in segno di solidarietà, anche i lavoratori turnisti e quelli delle aziende coinsediate sopravvissute alla crisi.

«Si è trattato di una dimostrazione pacifica e unitaria – hanno sottolineato i segretari della Filctem-Cgil e della Femca-Cisl, Sergio Zara e Katy Contini – messa in atto per tenere alta l’attenzione sulla vertenza non solo di Ottana Polimeri, ma di tutto il sito industriale di Ottana, a cominciare da Ottana Energia, per la quale attendiamo la convocazione del governo per definire il regime di essenzialità». Nei giorni scorsi è arrivata anche la convocazione dei sindacati a Cagliari da parte dell’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras. L’incontro, previsto per il 6 novembre prossimo, dovrebbe essere rinviato su richiesta dei sindacati perché non è garantita la presenza del presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru e dei vertici di Indorama, partner di Paolo Clivati alla Ottana Polimeri.

«Alla Regione – hanno fatto sapere i rappresentanti delle sigle sindacali – abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo alla presenza del presidente della giunta e della proprietà di Indorama. La loro partecipazione è fondamentale per ottenere garanzie e certezze sul futuro di Ottana Polimeri e dell’area industriale».

La paura è che il colosso thailandese, di fronte alle difficoltà del mercato e ai deficit strutturali del sito, abbandoni Ottana. Il pericolo può essere scongiurato solo con l’apertura di un tavolo politico.

Intanto, nel corso dell’assemblea di ieri mattina davanti ai cancelli dello stabilimento, sono state decise altre manifestazioni. Tutte programmate per la settimana prossima.

Martedì 4 novembre si terrà un’assembla dei lavoratori di Ottana Energia. Venerdì 7, invece, è stata convocata, nella sala mensa della fabbrica, un’assembla aperta a tutte le forse politiche, sociali e istituzionali del territorio.

«Questa iniziativa – sottolineano i vertici sindacali delle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil – punta a coinvolgere il territorio nella vertenza complessiva per il rilancio dell’industria del centro Sardegna, senza la quale l’assetto produttivo rischia il tracollo definitivo».

Una delegazione di operai chimici di Ottana parteciperà alla manifestazione dei lavoratori tessili che si terrà il 5 novembre prossimo a Nuoro. La firma della cassa integrazione straordinaria fino al 9 novembre 2015 per gli 88 lavoratori di Ottana Polimeri non ha dunque fermato la volontà degli operai e del sindacato di tenere alta la mobilitazione per il futuro della fabbrica del Pet e della centrale di Ottana Energia.

«La cassa integrazione guadagni – hanno sottolineato ieri mattina i sindacalisti in ultima analisi facendo il punto sugli sviluppi della vertenza – rappresenta un passaggio obbligato verso il rilancio, non la soluzione del problema».

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