L’eroina Cio Cio San e il suo tragico destino
Sassari, successo di “Madama Butterfly” al Comunale
SASSARI. Ha riscosso un buon successo, al Comunale, “Madama Butterfly” di Puccini, secondo titolo ‘al femminile’ della 71° stagione lirica del De Carolis, inauguratasi lo scorso 10 ottobre con la “Carmen” di Bizet. Non si trattava di una nuova produzione bensì della ripresa di uno spettacolo coprodotto dalla Fondazione Teatro delle Muse di Ancona e dall’Associazione Arena Sferisterio di Macerata. È noto che Puccini seppe in questo lavoro raccontare una classica storia che il pubblico dei primi del Novecento voleva sentirsi raccontare, ossia una vicenda fondata su quelle grandi entità che segnano da sempre la vita dell’uomo, cioè l’amore e la morte. Una storia governata esclusivamente dai sentimenti, nella quale gli autori perseguono una miniaturizzazione sentimentale che non esclude comunque l’affermazione di una Cio-Cio-San che a suo modo sa essere eroina, certamente diversa dai modelli verdiani, ma pur sempre eroina.
Se a questi ingredienti aggiungiamo poi quella componente esotica che Puccini seppe trattare magistralmente, pur privata di ogni ambizione decadentista e vissuta invece con la naturalezza di un Pierre Loti, si può capire il grande successo che l’opera ottenne dopo l’iniziale controverso scivolone della prima scaligera.
Minimale ma efficace sul piano emotivo l’impianto scenico ideato dallo stesso regista Arnaud Bernard: un grande praticabile centrale collegato alle quinte laterali da due accessi-labirinto. Una sorta di isola il cui mare-palcoscenico nel primo atto, quello del tempo dell’amore, si copre di petali rossi, nel secondo, quello dell’attesa e dell’illusione, di una miriade di bandierine americane, e nel terzo rimane spoglio, quale presagio dell’ineluttabile tragedia. Una bella idea, non collegata però ad altro, sul piano registico, visto che per il resto ognuno degli interpreti fa affidamento al proprio mestiere scenico, non sempre eccelso. L’elemento più interessante di questa Butterfly è sicuramente l’ottima direzione di Matteo Beltrami, molto attenta a valorizzare sia la straordinaria teatralità della musica di Puccini sia il grande respiro sinfonico e la raffinatezza timbrica di questa partitura. Sul palcoscenico Cinzia Forte, al debutto nel ruolo, delinea una Cio-Cio-San che, pur mancando di incisività nel canto appassionato e di spessore nella tessitura grave, si apprezza per la varietà d’accenti nel registro patetico e per una complessiva sensibilità. Bruno Ribeiro non possiede una grande finezza di fraseggio, però sfoggia un bel timbro e una spavalda lucentezza degli acuti: pertanto il suo Pinkerton – considerata la natura del personaggio, superficiale e irresponsabile – alla fine risulta credibile anche se ridotto ad una rappresentazione vocale in cui primeggia il puro ardore. Grande classe vocale e finezza interpretativa mostra invece Simone del Savio nei panni di Sharpless, mentre la gran voce di Alessandra Palomba (Suzuki) difetta di morbidezza. Accettabile nel complesso la prova degli altri interpreti (Gregory Bonfatti, Carmine Monaco, Gianluca Margheri, Manuel Pierattelli, Sara Rossini e Francesco Solinas) e della Corale Canepa diretta da Luca Sirigu, ottima prova dell’Orchestra dell’Ente. Oggi la Madama Butterfly si replica con inizio alle 16.30.
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