La Nuova Sardegna

La Regione guida la rivolta contro lo Sblocca-Italia

di Pier Giorgio Pinna
La Regione guida la rivolta contro lo Sblocca-Italia

Intesa con altre amministrazioni sulle richieste di modifica Rischi su trivellazioni, impatto dell’edilizia e inceneritori

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La Sardegna guida la ribellione di tutte le Regioni sullo Sblocca-Italia. La giunta capeggiata da Francesco Pigliaru si oppone in maniera frontale al governo Renzi. Le due anime del centrosinistra si sfidano sulla difesa del paesaggio. Già schierate su fronti avversi per le valutazioni delle servitù militari, adesso assumono posizioni antitetiche sulla lotta in parlamento per il decreto da convertire in legge.

Concezioni diverse. Sì, perché quelli che a Palazzo Chigi appaiono come semplici provvedimenti per snellire la burocrazia e per favorire lo sviluppo economico, letti nell'isola si configurano in maniera del tutto differente, trasformandosi spesso in pericoli gravissimi. Tanto che molti parlano apertamente di incubi ambientali e sociali.

I temi. Quali? Si va dai rischi per i nuovi inceneritori e le ombre sulle trivellazioni alla caduta dei vincoli a tutela del patrimonio naturalistico. Dal via libera a una corsa sfrenata alla caccia di gas e petrolio a un'altra maxi-beffa sulle bonifiche mancate. A ben guardare, in Sardegna su questa partita gli ecologisti, che per primi hanno lanciato l'allarme parlando di “Sfascia-Isola”, hanno così al loro fianco la giunta. E l'alleanza s'allarga ora a tutte le altre Regioni.

Gli interventi. Ma che cosa ha fatto sino a questo momento l'esecutivo guidato da Pigliaru per cercare di modificare il progetto governativo? Ricordare qualche tappa dell'azione svolta dalla giunta regionale aiuta a capire meglio. Due i canali attivati. Uno, come sottolineano negli assessorati ai Lavori pubblici e all'Ambiente, si fonda sul confronto diretto con il governo. L'altro riguarda il dibattito alle Camere.

Strade e percorsi. Lungo la prima direttrice, in queste ultime settimane, c'è stato uno scontro molto serrato. Da una parte Renzi e i suoi sostenitori, dall'altra la Sardegna, che si è fatta promotrice di una serie d'iniziative per eliminare dallo Sblocca Italia pesantissime criticità. «Contro la decretazione centralizzata legata al recupero di energia dai rifiuti", rammentano alla Regione, "la giunta sarda è stata in prima fila nel guidare la rivolta delle Regioni, che hanno condiviso e approvato le nostre richieste di riformare il testo governativo».

Scavi. «E per quanto concerne i pericoli connessi alle prospezioni per la ricerca d'idrocarburi», viene ancora rimarcato, «ci siamo mossi in maniera analoga stabilendo accordi e intese con tutte le amministrazioni per scongiurare passaggi di competenze impropri a livello centrale».

Cancellazioni. Da qui la richiesta di abrogazione di passaggi definiti «fortemente lesivi dell'autonomia regionale». E di altri che, se approvati senza modifiche, determinerebbero «l'esautoramento dell'esercizio di un'importante competenza ambientale per la corretta salvaguardia del territorio". Un ulteriore punto d'intesa - in questo caso avviata da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Sicilia, Puglia e Friuli Venezia Giulia - ha visto l'isola condividere altri i rischi generati dalla nuova legislazione. Come nel caso dell'esame delle bonifiche e altre opere. Per le quali si sollecita una tempistica diversa nelle procedure per i cronoprogrammi di assoggettamento alle valutazioni d'impatto: dai 30 giorni previsti dal governo ai 120 indispensabili per un esame adeguato di ogni singolo caso.

Vie e riferimenti. Il secondo canale seguito dalla giunta Pigliaru riguarda invece il processo parallelo dello Sblocca Italia in parlamento. Percorso che proprio ieri ha registrato un passo fondamentale con l'approvazione del decreto da parte dei deputati. «Noi - dicono alla Regione - abbiamo fatto presenti le nostre riserve con un documento scritto inviato ai parlamentarsi sardi di qualsiasi gruppo e schieramento politico. Riteniamo infatti che ci siano aspetti legati alla salvaguardia del territorio che debbano essere protetti a prescindere dalle posizioni dei partiti».

Le attese. La speranza, adesso, è che sull'intera partita ci possa essere un ripensamento. E che da un lato Palazzo Chigi possa rivisitare in extremis l'intera materia alla luce degli emendamenti suggeriti dalle Regioni, Sardegna in testa. E che dall'altro lato il movimento istituzionale e di opinione nato sulla scia dei pericoli condizioni la fine del dibattito parlamentare e porti in Senato a un rovesciamento di fronte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative