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Un fotografo tra i dannati del pianeta

Un fotografo tra i dannati del pianeta

Sebastião Ribeiro Salgado (nella foto) nasce nel 1944 ad Aimorés, in Brasile. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick. Dopo gli studi a San Paolo, i due si trasferiscono in Europa, prima a Parigi e poi a...

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Sebastião Ribeiro Salgado (nella foto) nasce nel 1944 ad Aimorés, in Brasile. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick. Dopo gli studi a San Paolo, i due si trasferiscono in Europa, prima a Parigi e poi a Londra, dove Sebastião lavora come economista per l’Organizzazione internazionale per il caffè.

Nel 1973 torna a Parigi per intraprendere la carriera di fotografo.

Lavorando prima come freelance e poi per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum, per creare poi, insieme a Lèlia, la agenzia Amazonas Images.

Salgado viaggia molto, occupandosi prima degli indios e dei contadini dell’America Latina e poi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta. Le immagini confluiscono nei suoi primi libri. Negli anni Novanta documenta, con una serie di straordinari reportage, la fine della manodopera industriale nel libro “La mano dell’uomo” (Contrasto, 1994) . Ma Salgado racconta anche l’umanità in movimento, profughi, rifugiati e migranti verso le magalopoli del Terzo Mondo, in due libri di grande successo: “In cammino” e “Ritratti di bambini in cammino” (pubblicati da Contrasto nel 2000).

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