Meridiana, nuovo vertice tra compagnia e sindacati
Il primo summit oggi a Cagliari davanti all’assessore regionale Massimo Deiana La società programma i turni solo fino al 15 novembre, poche certezze sul futuro
OLBIA. C’è un documento di Meridiana che sta facendo più rumore di tutti gli altri messi insieme. Più di comunicati, ordini di servizio, circolari. È quello sui turni di lavoro di novembre per piloti e assistenti di volo. Non è per tutto il mese. Arriva fino al 15 novembre. Senza specificare quali saranno i turni successivi. Non era mai successo prima. Perché?
Una risposta c’è. La compagnia aerea - fanno sapere dalla palazzina di Olbia - sta rivedendo il network invernale. Alcuni voli saranno confermati, altri no, altri ancora subiranno delle variazioni di orario. Tutto questo avverrà in quindici giorni, poi tutto tornerà alla normalità. Sintesi: alcuni aerei potrebbero uscire dalla flotta in tempi brevissimi, anche inaspettati, quindi non è possibile avere una pianificazione dei turni per tutto novembre.
Ma, almeno secondo i sindacati più attenti, l’impressione è che sia una mossa voluta dall’azienda per aumentare la pressione sulle trattative sui licenziamenti, che partiranno proprio oggi a Cagliari. Un messaggio per dire: la compagnia non può permettersi tempi lunghi. E infatti ieri sera, dopo una giornata di voci - compresa quella sull’uscita immediata dei due Airbus con base a Verona, voce smentita dall’azienda - ufficiosamente Meridiana ha fatto capire che, anche per via del negoziato in corso con i sindacati, è impossibile fare una programmazione regolare.
La scelta di Meridiana atterra dunque pesantemente sull’inizio della partita più dura e dolorosa: quella sulle scelta dei criteri sui licenziamenti. Perché l’azienda arriva con una posizione netta. Quella espressa pubblicamente, e a più riprese, sia dall’ad, Roberto Scaramella, che dal presidente (e rappresentante ufficiale dell’Aga Khan), Marco Rigotti. Ovvero: i licenziamenti sono necessari, altrimenti Meridiana sarà costretta a chiudere, anche se non fallirà. Parole dette (soprattutto da Rigotti al Tg3, il 15 ottobre) per rassicurare i creditori della compagnia aerea, che un anno fa aveva 199 milioni di debiti di cui 160 milioni verso i fornitori.
Per i sindacati - sostenuti dalle iniziative dei dipendenti, in primis quella del pilota Andrea Mascia e dell’assistente di volo Alessandro “Sax” Santocchini, da 20 giorni a 30 metri d’altezza su un traliccio dell’aeroporto - è una sfida in più. Oggi si vedrà quale strategia metteranno in campo. Una posizione (comune) è quella contro lo svuotamento di attività di Meridiana a favore della compagnia controllata, Air Italy. Solo nel 2013 - come pubblicato dalla “Nuova” il 25 settembre - la seconda ha avuto rotte dalla prima dalle quali ha fatto 67 milioni di ricavi, oltre il 47% del suo totale. I sindacati chiederanno - appuntamento alle 10,30 all’assessorato regionale ai Trasporti, presente l’assessore Massimo Deiana - l’unificazione dei due vettori e una lista unica dei licenziamenti. È una richiesta forte, ma più volte rifiutata dall’azienda.
Se non ci sarà questa svolta, tutta la trattativa - che durerà massimo 75 giorni - sarà soltanto sui licenziamenti, sulla loro probabile riduzione, sugli ammortizzatori sociali: dai 4 ai 6 anni di copertura dello stipendio per chi uscirà dall’azienda, a seconda dell’età, a seconda delle risorse disponibili per i due anni garantiti dal fondo volo.
E qui le posizioni dei sindacati potrebbero essere diverse. L’Usb, per bocca del leader nazionale dei trasporti, Francesco Staccioli, ha già annunciato di aver dato mandato a un legale di bloccare sul nascere tutti i tagli al personale. Una causa urgente potrebbe essere intentata a breve al tribunale di Tempio. Una posizione che non lascia spazio a trattative. Le altre sigle sembrano invece più combattute. Sarà decisivo capire quale sarà la linea di Cgil, Cisl e Uil e, per l’hangar, dei Cobas. L’Usb è il primo sindacato, con oltre 500 iscritti tra gli assistenti di volo, l’unica categoria che rappresenta e che è quella maggiormente colpita: 899 esuberi su 931 in organico. I confederali hanno invece una rappresentanza in tutti i settori. Ed è dunque possibile che all’incontro di oggi, salvo colpi di scena, faccia seguito un’altra assemblea per decidere che cosa fare. L’ultima parola sul loro futuro spetterà ai lavoratori.
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