un filo rosso tra le due vertenze
C’è un filo rosso che unisce la protesta dei lavoratori della compagnia aerea sarda con i minatori di Lula. Rosso come la maglietta con la scritta “Io sono un esubero Meridiana” che indossa Michele...
C’è un filo rosso che unisce la protesta dei lavoratori della compagnia aerea sarda con i minatori di Lula. Rosso come la maglietta con la scritta “Io sono un esubero Meridiana” che indossa Michele Cossu (nella foto), un giovane pilota della compagnia sceso anche lui a 80 metri di profondità. Prende la parola con un po’ di emozione, dopo che uno dei minatori lo ha riconosciuto e lo ha salutato accarezzandogli il viso. «Sono di Lula, per me l'emozione è doppia. Mio nonno era un minatore, qui conosco tutti, questo è il mio paese. Il dolore, lo sconforto e la rabbia che ho dentro per me sono raddoppiati. Lo sono di fronte all'immobilismo politico, concedetemi di dirlo, perché al di là degli slogan e delle campagne elettorali le promesse non si concretizzano per niente, anzi sono completamente disattese.
E sono le famiglie a pagare. Si stanno calpestando diritti dei lavoratori acquisiti negli anni con le battaglie fatte anche da mio nonno che lavorava in miniera. Si calpesta la dignità, si umilia l'orgoglio delle persone. Questo non è giusto, non è accettabile oltre che essere vergognoso. Dobbiamo essere uniti contro questi atteggiamenti, noi non molleremo, e continueremo. Se non si scende in piazza per il diritto al lavoro e alla dignità, per cosa allora dovremmo manifestare? Questo sono i pilastri fondanti di una società, di un tessuto sociale che si vuole sgretolare, ma non lo permetteremo a nessuno, politici o imprenditori. (p.me.)
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