«Meridiana licenzia, Air Italy assume»
La denuncia dell’Apm nel primo vertice a Cagliari tra azienda e sindacati, la compagnia sarebbe alla ricerca di piloti
OLBIA. A domanda, non risponde. Non era un processo, nonostante ci fosse la presenza anche di un avvocato, in quota Usb. Era il primo incontro sui licenziamenti - 1634 su 2101 dipendenti - tra Meridiana e i sindacati, con il rappresentante della prima (Paolo Carcone, relazioni industriali) che a quasi tutte le domande dei secondi ha risposto: “Non lo so”, “non mi risulta”, “non credo”.
Un nulla di fatto, con rinvio della discussione da Cagliari, dove si è tenuta ieri all'assessorato ai Trasporti, a Olbia, nella sede della compagnia. L'appuntamento è per dopodomani, e l'azienda - forse in quell'occasione rappresentata dall'ad Roberto Scaramella - dovrà rispondere alle domande che le arriveranno per iscritto. La prima delle quali è: è vero che Air Italy sta assumendo piloti?
A sollevare il caso sono stati i piloti dell'Apm. Carcone ha detto di non saperne nulla. I piloti gli hanno risposto in modo secco: «Tre sono stati contattati in questi giorni per le selezioni». Gelo. Perché la questione è delicatissima: da una parte la compagnia madre (Meridiana) licenzia, dall'altra la figlia sotto tutela (Air Italy) non solo le porta via rotte ma fa anche assunzioni dall’esterno.
Una prima spiegazione ci sarebbe: a 37 piloti di Air Italy sta per scadere il contratto, e l'azienda avrebbe cercato di coprirsi le spalle. Una decisione che ha irritato ancor di più i sindacati, da tempo impegnati nella battaglia per l’unificazione (negata) delle due compagnie. Sarà un test chiave per capire se l’azienda intende proporre a piloti e assistenti di volo il passaggio da Meridiana ad Air Italy (anche Vueling li vorrebbe assumere). Ma anche per comprendere se l’ad Scaramella aprirà alla possibilità, offertagli dai sindacati, di rivedere il contratto di Meridiana per renderlo più vicino come costi a quello della seconda compagnia.
L'altra novità - destinata a cambiare la trattativa - è che i tavoli si separeranno. Da una parte, la compagnia aerea; dall'altra, l'hangar. La richiesta è stata avanzata dai Cobas, fortissimi tra i tecnici, e sostenuta da tutte le sigle, tranne l’Usb. È possibile che anche la partita sulla compagnia si divida: un tavolo per i piloti, un altro per gli assistenti di volo, un altro ancora per gli amministrativi. Non è una svolta di poco conto. Soprattutto per il personale di terra. Solo un dato: su 766 dipendenti tra gli uffici e l’hangar, 394 sono nella lista dei licenziabili. Interi settori - hangar, call center, sistemi informativi, altri servizi, tutti a Olbia e tutti a rischio scomparsa - potrebbero veder ridotti (anche di molto) gli esuberi.
I piloti (262 in esubero su 278) e gli assistenti di volo (899 esuberi su 931) avrebbero così i loro margini di manovra con l’azienda su contratto e possibile passaggio in Air Italy. Un pacchetto dentro cui c’è il numero degli aerei. Quanti saranno? Neppure su questo punto Carcone ha saputo dare delle risposte. Unica concessione: è ipotizzabile l’apertura di una procedura solo per i pensionabili e i volontari, in modo da permettere loro di prendere il massimo degli ammortizzatori sociali entro il 31 dicembre.
Un clima ancora pesante, non c’è dubbio. Peggiorato dal licenziamento, avant’ieri mattina, di Luigi Vallero, dirigente della vecchia guardia, per anni impegnato a costruire proprio la rete dei voli della compagnia e ultimamente messo in un altro settore.
E i sindacati? Tutti contrariati per le non risposte di Carcone. Oggi invieranno le domande via mail a Scaramella. Arnaldo Boeddu (Cgil): «Giornata interlocutoria. Come Cgil siamo soddisfatti di aver ottenuto Olbia come sede per le trattative e la possibilità di avere otto rappresentanti per sigla, così ogni settore parteciperà». Franco Monaco (Cgil): «Confron to il doveroso, noi non faremo passare i giorni di trattativa senza ricercare tutte le soluzioni possibili». Gianluca Langiu (Cisl): «Continuiamo a chiedere un piano industriale, non di esuberi. È ’azienda che continua a non collaborare fattivamente per una soluzione concreta». Elisabetta Manca (Uill): «Davanti al dramma di 1600 licenziamenti, tutti ci aspettavamo dall’azienda risposte certe e chiare alle nostre domande. Ora le metteremo per iscritto e, soddisfatti che la prossima riunione sia a Olbia, ci aspettiamo quello che chiediamo». Francesco Staccioli (Usb): «Bene la discussione a Olbia, ma se la proposta resta questa sui licenziamenti noi non la accetteremo mai». Sandro Spano (Apm): «Aspettiamo risposte. Non è più tollerabile che l’azienda dica: “Non so”, “non credo”.»
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