No alla servitù a Santo Stefano, la Regione contro lo Stato
Il governatore Francesco Pigliaru chiede l’intervento del Consiglio dei ministri. Si contesta il decreto di Roberta Pinotti che imponeva i vincoli per altri 5 anni
CAGLIARI. Con il coraggio di un generale il pacifico presidente della Regione Francesco Pigliaru sfida l’esercito. O meglio sfida il ministro Roberta Pinotti e presenta ricorso contro l'imposizione della servitù militare su Guardia del Moro alla Maddalena. Il governatore chiede al Consiglio dei Ministri di riesaminare il decreto che conferma per altri 5 anni i vincoli su un pezzo pregiato del Parco nazionale. E di fatto va alla guerra con il governo.
Fuoco amico. Lo fa in una lettera in cui spiega anche la posizione filosofica della Regione sulle servitù nell'isola. «Da diversi decenni il Governo ha riconosciuto la grande sproporzione tra le aree soggette a servitù militare in Sardegna, rispetto al resto delle regioni italiane – scrive Pigliaru nella lettera indirizzata al Consiglio dei ministri –. Sia in termini di estensione delle aree, sia di intensità delle attività militari svolte. In Sardegna queste imposizioni sono in vigore dagli anni '50. Le prospettive di sviluppo socio economico di vasti territori dell'isola sono rimaste bloccate agli scenari disegnati dell'immediato dopoguerra. L'attuale realtà geo-politica e l’innovazione tecnologica, rendono possibili nuovi scenari, che non necessitano di aree così ampie di territorio, come quelle ora in utilizzate alla Difesa in Sardegna. La Regione ha più volte posto all'attenzione del Governo la necessità di un riequilibrio dell'incidenza militare nell'isola, e l'individuazione di misure di armonizzazione tra le attività militari e le esigenze della popolazione civile».
Tra le righe si capisce anche che non c’è nessun tipo di accordo tra Regione e Governo sulle servitù. Il governatore aveva già annunciato la presentazione del ricorso contro la decisone unilaterale del ministro Pinotti di rinnovare la servitù su guardia del Moro. A sostenere la posizione della giunta anche i rappresentanti del Comipa, il comitato misto paritetico sulle servitù che per primo ha chiesto una presa di posizione ufficiale al governatore. Ma il ricorso è solo l'ultimo episodio di una guerra fredda che va avanti tra Cagliari e Roma.
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Pigliaru non ha firmato l’accordo per il rinnovo delle servitù militari nell'isola nella conferenza Stato-Regioni che si è tenuta questa estate. Un primo strappo che segna i rapporti non sempre serenissimi con il Governo sul tema poligoni e basi. E anche i rapporti con il ministro Pinotti sembrano essere da guerra fredda. Alle spalle anche la gaffe del ministro che in estate era planata nell’isola, prima a Capo Teulada poi alla Maddalena, per una visita a sorpresa. Erano i giorni ad alta tensione tra militari e Regione. E il ministro non sembrava avere dimenticato di informare governatore e assessori. Un incidente diplomatico che era stato nascosto sotto una cortina di diplomazia.
Ma era impossibile evitare lo scontro frontale. La Regione chiede la riduzione delle aree occupate dai militari. Lo Stato non vuole cedere neanche un metro quadro di territorio. In mezzo ci sono aree che ancora vengono affittate dall'Italia agli eserciti stranieri per i loro giochi di guerra.
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