La Nuova Sardegna

Da Ghilarza all’Europa Il ponte è fatto di musica

di Giacomo Mameli
Da Ghilarza all’Europa Il ponte è fatto di musica

Dal paese in cui visse Antonio Gramsci parte un progetto ambizioso: fare dialogare gli studenti del centro dell’isola con le culture di diverse nazioni

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GHILARZA. In un'aula quattro ragazzi della seconda A, Gabriele, Ornella, Gaia e Nadia suonano il violino sotto lo sguardo dell'insegnante Marta Grecu. Perché un intero corso della scuola media di Ghilarza (comprende anche gli studenti di Sedilo) è ad indirizzo musicale. I ragazzi si esercitano con violino, chitarra, pianoforte e clarinetto. Con Bach e Corelli, Vivaldi e Mendelssohn lavorano quattro ore in più alla settimana, «siamo felici, ci piace stare a scuola», sorride Ornella. «Quando ci confrontiamo con compagni dei Paesi oltre le Alpi facciamo concerti collettivi», aggiunge Nadia.

Il paese di Gramsci. Perché questa scuola al centro della Sardegna, nel paese con la "casa di pietra lavica rossastra" dove da bambino aveva vissuto Antonio Gramsci, è fra quelle più integrate con le altre culture europee, dal Mediterraneo al Baltico. I giovanissimi di Ghilarza e Sedilo viaggiano in Europa e dall'Europa vengono su questo altipiano nel cuore dell'Isola. Scambi continui, non mordi e fuggi, residenze di almeno una settimana. Con l'uso dei fondi europei.

Col progetto Comenius - ("Incontrarsi, conoscersi, aprirsi al mondo"), coinvolte nove scuole tra elementari e medie - gli alunni sono stati in Inghilterra (a Barnsley vicino a Sheffield), in Belgio (Baal, nei pressi di Lovanio), Spagna (Torrejon de Velasco, 28 chilometri da Madrid), Slovenia (Slovenska Bistricta, ai piedi dei monti Pohorje), a Kaunas in Lituania, nella moderna Olimpia Pirgos in Grecia, a Bucarest in Romania e a Bosineck in Turchia. «Alla fine di queste esperienze i ragazzi non solo si sentono più europei, simili ai loro coetanei, ma soprattutto vivono una scuola amica, vicina ai loro interessi, fatta di relazioni non solo di lezioni ex cathedra», dice il preside Carlo Passiu, 61 anni, biologo, ex dirigente a Santulussurgiu e Bonorva.

Sardi in Europa. Ed europei in Sardegna. Come ha fatto - col progetto Llp (Long Live Learning sull'apprendimento continuativo) un'insegnante di lingua madre, Gudny Rosa Sigurbjornsdottir, islandese di nascita. Ha trascorso un trimestre tra Ghilarza e Sedilo tenendo corsi destinati soprattutto a docenti e genitori. È giunta con tutta la sua famiglia. «I figli (Floky terza elementare, Hogna prima media e Ylfa in terza) frequentavano da noi», sottolinea Passiu e «facevano vita di paese, erano strafelici».

Scuola dell'infanzia, elementari, medie e liceo. Ghilarza ne ha uno ("Alessandro Volta") ad indirizzo scientifico dove è preside (reggente) lo stesso Passiu. Liceo - fondato nel 1973 - ad indirizzo linguistico (inglese, spagnolo e francese). Con l'Ipsia è chiamato Isis (Istituto statale di istruzione superiore). Qualche settimana fa ha calamitato 23 scuole di tutta la Sardegna (da Carbonia a Sassari) per la premiazione del miglior giornale scolastico in un concorso organizzato da PiùSardegna, Snals e Comune. Una vera calamita di istruzione nel territorio.

Giorno per giorno coinvolge pendolari di Samugheo, Busachi, Ortueri, Atzara, Ardauli, Neoneli, Sorradile, Nughedu. Un baluardo di formazione scolastica (gli edifici sono in buone condizioni) in una Sardegna che - con poche eccellenze sul piano formativo - continua a sprofondare nelle classifiche della non-istruzione e degli abbandoni tanto nelle medie quanto nelle superiori.

Ghilarza sotto questo aspetto è isola felice. Sarà per quel seme ("istruitevi, istruitevi, istruitevi") lanciato da Gramsci. Sarà per la motivazione pressoché generale dei docenti. L'obiettivo è - rimarca Passiu - "avere una scuola innovativa, inclusiva, con un piano di offerta formativa in linea con i tempi che stiamo vivendo". Al preside danno ragione centinaia di targhe e premi ottenuti in tutt'Italia, laboratori di disegno, di alimentazione, molto sport, gemellaggi, progetti all'avanguardia come l'Esabac che darà ai liceali di Ghilarza il diploma di maturità valido anche in Francia. È costante il ricorso agli stage che assegnano certificazioni internazionali valide nel Regno Unito, Spagna e Francia dove la permanenza è di dieci giorni. «Siamo ospitati e ospitiamo, l'ospitalità è un segno comune in tutta l'Europa», dice Passiu.

Tutto oro? Purtroppo no. Su una scuola di questo livello è in agguato la squinternata burocrazia che, per un aggettivo, rischia di togliere a Ghilarza quella capacità decisionale autonoma che l'ha portata a standard di qualità. Dov'è l'inghippo? Le scuole mantengono l'autonomia quando hanno oltre 600 studenti. Oggi il liceo di Ghilarza - che da tre anni ha perso l'autonomia - è a quota 437 mentre nell'istituto comprensivo (materna, elementari e medie) siamo a 603. E nei prossimi anni, visto il costante calo demografico? Sotto i 600 alunni ci si deve aggregare, si va fuori casa. A Oristano? A Macomer? Si pagano errori del passato.

Gli amministratori, negli anni '50 del secolo scorso, non avevano chiesto di essere inseriti fra i Comuni montani. Ci vuole molto a rimediare? Ghilarza sarà più montano di Olbia essendo a 290 metri sul mare? Mettendo insieme le due scuole (primarie e liceo) i vincoli burocratici legati a quei freddi numeri verrebbero stracciati. Si creerebbe un'unica scuola, in regola anche per i burocrati. Chi può decidere? Unione dei Comuni e Provincia. Poi la Regione. Che - c'è da sperare - non tradirà il paese di Antonio Gramsci.

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