Delitto a Noragugume altri elementi contro l’indagato
Ormai è sicuro: la morte del 44enne non fu un incidente Ora l’esame del Dna sulle macchie di sangue nel magazzino
NORAGUGUME. Tracce di sangue nel magazzino. Gli esperti della polizia scientifica sono riuscite a evidenziarle con il «Luminol» e prelevarle. L’indagato trema. La sua posizione si è aggravata e potrebbe diventare ancora più difficile se darà esito positivo la comparazione delle tracce ematiche con il dna di Mario Marongiu, 44 anni, il lavoratore socialmente utile trovato morto nella sua abitazione il 12 dicembre 2013.
Gli specialisti della polizia scientifica hanno lavorato per tutta la giornata con attrezzature sofisticate per riuscire a trovare elementi che suffragassero le ipotesi investigative maturate nelle ultime settimane. Che avevano spinto il sostituto procuratore della Repubblica di Oristano, Armando Mammone, a disporre un’accurata perizia nei locali in cui la vittima prestava la sua opera per conto del Comune e dove presumibilmente era stata colpita a morte.
Gli investigatori hanno anche esaminato minuziosamente l’abitazione di Mario Marongiu e soprattutto la sua bicicletta, sulla quale erano già state scoperte e repertate tracce di sangue. Proprio per questo, in un primo momento si era pensato che la morte del disoccupato fosse stata causata da una caduta dalla bici. La ferita che aveva sul lato sinistro della testa era infatti compatibile con un eventuale impatto contro una pietra e contro l’asfalto.
Poi nelle ultime settimane è accaduto qualcosa che ha modificato le ipotesi investigative maturate fino a quel momento. E così dall’incidente ha preso sempre più corpo la tesi che Mario Marongiu potesse essere stato picchiato a morte. Probabilmente gli inquirenti hanno raccolto anche la testimonianza di qualcuno che avrebbe riferito di aver sentito quel giorno di dicembre delle voci concitate provenire dall’interno del magazzino utilizzato dai lavoratori socialmente utili del Comune come deposito. Mario Marongiu era stato trovato morto appoggiato sul davanzale della sua abitazione, al primo piano di via S’Ortu e s’ena, nel centro del paese. Aveva una ferita alla testa. Probabilmente aveva intenzione di medicarsi e solo quando aveva capito che la lesione era troppo profonda, aveva aperto la finestra per chiedere aiuto. Ma non ce l’aveva fatta ed era stramazzato senza sensi sul davanzale. Così l’avevano notato alcune persone. Che avevano dato l’allarme. Ma quand’erano arrivati i soccorsi per Mario Marongiu non c’era più nulla da fare. A quasi un anno dalla morte, la procura della Repubblica di Oristano ha riaperto le indagini. Con un ipotesi di reato pesantissima: omicidio. E c’è già anche un indagato. Un suo compaesano, un amico, probabilmente un compagno di lavoro.
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