La riscoperta dei “corpi santi” 400 anni fa
L'articolo è una sintesi dell'ultimo capitolo del testo “Culto e iconografia dei martiri turritani dal Medioevo all'Età Contemporanea”, edizioni Mediando, in corso di stampa. Presentato dalla storica...
L'articolo è una sintesi dell'ultimo capitolo del testo “Culto e iconografia dei martiri turritani dal Medioevo all'Età Contemporanea”, edizioni Mediando, in corso di stampa. Presentato dalla storica dell'arte Marisa Porcu Gaias, che fece il punto sull'iconografia dei martiri turritani, in occasione del convegno
“Gavino Manca de Cedrelles, gli scavi nella cripta", tenutosi il 25 ottobre scorso a Porto Torres a quattrocento anni dagli scavi all’interno della basilica che permisero di ritrovare, in un ambiente sotterraneo, tre sepolture che giacevano interrate a pochi metri dalla superficie. Era il 19 giugno 1614. L’evento diede nuovo impulso al culto, già vivo, nei confronti dei tre santi, Porto Torres lo ha celebrato con il convegno nella Basilica turritana. Fu il vescovo Manca de Cedrelles animato da genuina devozione e passione per la scienza, a promuovere la campagna di scavo nel sito turritano. Fece arrivare da Genova maestranze specializzate e chiamò gli esperti gesuiti, Diego Pinto e Giovanni Barba, particolarmente competenti come epigrafisti. Non si limitò a fare da osservatore, lui stesso partecipò agli scavi fino alla scoperta dei “tre corpi santi”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
