La Nuova Sardegna

Indipendenza catalana, il sostegno sardo

di Luca Fiori
Indipendenza catalana, il sostegno sardo

A Barcellona delegazioni di partiti e movimenti isolani. Alghero avrà una sede istituzionale nella “Ciutadella”

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SASSARI. Ci saranno anche le delegazioni degli indipendentisti e dei nazionalisti sardi oggi a Barcellona, in veste di osservatori internazionali, in occasione del referendum consultivo sull’indipendenza della Catalogna dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale spagnola.

Dall’isola sono partiti esponenti di Irs, dei Rossomori, di Sni-Sardigna Natzione Indipendentzia, una delegazione degli indipendentisti di A Manca pro s’indipendentzia (Ampi), ospite della sinistra indipendentista catalana Cup (Candidatura d’Unitat Popular) e una delegazione del Partito Sardo d’Azione guidata dal presidente Giacomo Sanna.

Per la Catalogna, una delle più grandi e ricche regioni spagnole, quello di oggi sarà un voto simbolico per chiedere ai cittadini se la regione debba staccarsi e diventare uno Stato indipendente, ma che suona come un’aperta sfida a Madrid. Nonostante la feroce opposizione del governo centrale che ha portato nelle scorse settimane a uno scontro costituzionale senza precedenti nella storia della Spagna post-franchista, i leader catalani hanno deciso di andare avanti comunque, ispirati dal referendum sull’indipendenza scozzese (finito però con un no alla separazione dalla Gran Bretagna). Per stamattina alle 10 in piazza del Carmine a Cagliari il coordinatore di Sni-Sardigna Natzione Indipendentzia Bustianu Cumpostu ha annunciato un sit-in davanti al palazzo del rappresentante del governo. A Barcellona, invece, Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna è rappresentata dal consigliere regionale Gavino Sale, partito assieme al collega dei Rossomori, Paolo Zedda, com’è avvenuto in occasione del referendum per l’indipendenza della Scozia. «Nonostante il governo spagnolo si sia opposto la Generalitat ha comunque indetto il referendum in modo da poter dare la possibilità a tutti i catalani, nonostante il no di Madrid, di poter esprimere la propria opinione su di un tema tanto importante per il futuro della Catalunya e dell’Europa - spiegano gli indipendetisti -. In Italia dove il neocentralismo, grazie all’azione di Renzi, sta prepotentemente diventando cultura di governo e prassi politica, Irs da sempre sostiene il diritto alla autodeterminazione del popolo sardo così come di tutti i popoli d'Europa». «Portiamo a Barcellona il sostegno degli indipendentisti sardi alla causa catalana - ha dichiarato Giacomo Sanna - e ci auguriamo che sia sempre garantito in Europa il diritto a decidere dell’indipendenza. Il processo partecipativo avviato in Catalogna - ha aggiunto il leader sardista - non si arresta, nè può essere sospeso, anzi rappresenta un ulteriore incoraggiamento per tutti i popoli e per chi come noi si batte, da sempre, per il diritto all’autodeterminazione». Al referendum catalano guarda con attenzione la “catalana” Alghero. «Sono stato lì da poco - spiega il sindaco di Alghero Mario Bruno - ho visto una volontà di popolo e una spinta verso l’indipendenza che credo sarà irreversibile. I nostri rapporti con loro sono ottimi - aggiunge - stiamo lavorando all’apertura di un nostro ufficio di rappresentanza nella “Ciutadella” nel centro di Barcellona».

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