La Nuova Sardegna

Violato il “bunker” di Meridiana a Olbia

di Guido Piga

Divelte le lastre in acciaio all’esterno della sede della compagnia. L’azienda: «Abbiamo i filmati, ma non denunciamo»

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OLBIA. Il bunker di Meridiana, con i muri esterni della palazzina recentemente rinforzati da lastre in acciaio, è stato violato. Alcune lamiere sono state divelte.

«È successo venerdì, in pieno giorno. L’azienda ha in mano i filmati delle proprie telecamere a circuito chiuso che documentano tutto, volti compresi - fa sapere una fonte ufficiale, che ha dato la notizia - ma, per decisione dell’ad Roberto Scaramella, non presenterà denuncia».

Chiunque sia stato, è dunque un incidente già chiuso. Anche perché ieri è emersa una nuova iniziativa messa in piedi da Andrea Mascia e Alessandro Santocchini, ormai dal 15 ottobre sopra un torre alta 30 metri all’aeroporto per protestare contro i tagli di Meridiana. Una staffetta con uno striscione, si cui ci sarà un appello religioso, non si sa se cristiano o islamico, che porterà i dipendenti da Olbia sotto casa dell’Aga Khan ad Aiglemont, Parigi.

Un’iniziativa che si inserisce dentro la trattativa sui 1634 licenziamenti programmati dalla società di Karim. Un negoziato che - quando manca un mese alla scadenza dei primi 45 giorni imposti dalla legge per trovare (o non trovare) un’intesa - appare sempre più complicato, sempre più teso. L’ultimo incontro, venerdì, ha confermato una sola cosa: l’azienda non risponde alle domande e va avanti verso i licenziamenti, che - salvo svolte - potrebbero essere efficaci tra Natale e i primi del 2015.

I sindacati hanno avanzato un’offerta, riprendendo la proposta fatta a Roma dal ministro Giuliano Poletti durante la mediazione del Governo: ovvero due procedure, una per i pensionabili e i volontari da chiudere entro dicembre; l’altra per il resto degli esuberi da discutere almeno fino a giugno del 2015. Dall’azienda è arrivato un no secco: i licenziamenti si fanno tutti insieme.

La Cgil ha reagito duramente. «Non è tollerabile che il rappresentante della società, il direttore delle relazioni industriali Paolo Carcone, non risponda a nessuna delle tante domande poste dai sindacati - dice Arnaldo Boeddu -. Ho chiamato l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana perché chieda che alle prossime riunioni sia presente l’ad Roberto Scaramella».

Anche la Rsa della Cgil ha preso posizione contro il rifiuto dell’azienda di rispondere su Air Italy: «Con il suo silenzio l'azienda non ha fatto altro che confermare quello che ormai è evidente a tutti: la causa degli esuberi di Meridiana è stata l'acquisizione di Air Italy, avvenuta nel giugno del 2011 immediatamente dopo la sigla dell'accordo di cassa integrazione in Meridiana fly».

Toccherà ora alla Regione - elogiata anche dall’associazione Ali («ha positivamente cambiato marcia, sostenendo tutte le tesi dei lavoratori») - fare pressione su Meridiana. Il governatore Francesco Pigliaru dovrebbe incontrare a breve i vertici della compagnia, a cui consegnare, come fossero della giunta, le richieste sindacali: in particolare lista unica dei licenziati con Air Italy e altri due anni di cassa integrazione. Non dovessero essere accolti questi due punti, la Regione chiederà la riduzione dei licenziamenti.

«Cercheremo le soluzioni più percorribili per garantire la ricollocazione dei lavoratori - è scritto nel comunicato ufficiale della giunta dopo il vertice con i sindacati di giovedì scorso -. Valuteremo l'ipotesi di chiedere all'azienda la disponibilità economica per i dipendenti eventualmente dichiarati in esubero. Abbiamo chiesto a Meridiana di modificare il piano industriale e questo ha portato a qualche lieve miglioramento sul numero degli esuberi, e ci sono dei margini di manovra anche sui fronti call center e manutenzioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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