Uno dei due lavoratori abbandona la torre
Alessandro Santocchini preferisce continuare la battaglia in prima fila Andrea Mascia resta a 30 metri, ma interrompe lo sciopero della fame
OLBIA. Ha aspettato la cena del venticinquesimo giorno di presidio su quella torre a 30 metri d’altezza sui parcheggi dell’aeroporto. L’ultima lassù. Poi ha abbracciato forte il suo compagno di protesta ed è sceso. Alessandro Santocchini, assistente di volo, continuerà da terra la sua battaglia contro la sua azienda, Meridiana, che si appresta a tagliare qualcosa come 1.634 lavoratori dichiarati in esubero. Da ieri sulla torre resta solo Andrea Mascia, comandante pilota, che intanto ha sospeso lo sciopero della fame. Al suo fianco, da ieri, c’è un pupazzo con la divisa aziendale. Insieme, dall’alto, vigilano sulla palazzina quartier generale Meridiana.
Fin troppo facile parlare di primo segnale di resa dei lavoratori, così è lo stesso Mascia a tranquillizzare i compagni: «Nessun cedimento e nessun problema di salute, stiamo benissimo tutti e due». «Alessandro – precisa Mascia – è sceso dalla torre perché adesso deve dare il suo prezioso contributo all’organizzazione delle prossime manifestazioni di protesta. D’accordo con tutti gli altri lavoratori, abbiamo deciso di mantenere il presidio sulla torre, ma resterò solo io. Alessandro Santocchini, invece, adesso diventa testimone in prima linea e sarà parte dell’organizzazione delle prossime manifestazioni. Insomma, la battaglia continua».
Così, mentre a metà settimana riprende la trattativa sindacato-azienda sulla gestione degli esuberi, le “magliette rosse” hanno già pronto il calendario delle prossime manifestazioni, a Cagliari, a Parigi e a Bruxelles. A Cagliari per una vera e propria marcia per il lavoro. Perché il progetto è quello di una complessiva vertenza itinerante per l’occupazione in Sardegna. Cioè immaginare Meridiana, Alcoa e tutte le altre imprese in crisi unite nel segno della crisi economica e del malessere sociale. A Parigi perché lì c’è la residenza dell’Aga Khan, il padrone di Meridiana. Lì si prendono le decisioni sul futuro della compagnia e sulla sorte dei dipendenti. Lì i lavoratori stanno organizzando una vera e propria marcia. Infine a Bruxelles perché c’è la sede della Commissione europea, un interlocutore importante come ha consigliato l’altro ieri ai lavoratori l’europarlamentare Renato Soru.
«Di fronte a questi appuntamenti così impegnativi – dicono i lavoratori – abbiamo deciso di rivedere l’organizzazione della protesta e del presidio sulla torre. Sia ben chiaro a tutti che le “magliette rosse” hanno un piano ben preciso e definito dove nulla è lasciato al caso, con lo scopo di portare avanti le istanze e le rivendicazioni dei lavoratori».
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