La Nuova Sardegna

Abbanoa, torna lo spettro del fallimento

di Mauro Lissia
Il palazzo di giustizia di Cagliari
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Il palazzo di giustizia di Cagliari

Secondo il rapporto della Guardia di Finanza lo stato di insolvenza è rimasto. Demansionamenti e incarichi senza gara

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CAGLIARI. Si profila ancora una volta lo spettro del fallimento all’orizzonte di Abbanoa: la relazione che la Guardia di Finanza ha consegnato la scorsa settimana all’ufficio del pm Giangiacomo Pilia rappresenta una fotografia dello stato finanziario della società concessionaria del servizio idrico del tutto diversa da quella che i vertici di viale Diaz si sono impegnati a diffondere negli ultimi mesi.

Secondo le Fiamme Gialle lo stato di insolvenza c’è ancora, al punto che il pm Pilia sembra deciso a riprendere in mano la procedura sospesa la scorsa estate. La conferma dell’iniziativa assunta dalla Procura è arrivata venerdì scorso: esaminato il rapporto della Finanza - una copia è andata anche al consulente del pubblico ministero, Giuseppe Aste - Pilia ha convocato d’urgenza l’amministratore di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti.

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Il manager si è presentato puntuale agli uffici di piazza Repubblica, ha portato con sè alcuni documenti che riguardano lo stato finanziario della società e ha discusso col magistrato partendo dai dati di bilancio e dall’annosa questione del recupero crediti. Il colloquio è durato circa due ore e ha riguardato la situazione attuale di Abbanoa, non i fatti che sono al centro dell’inchiesta giudiziaria in corso ormai da quasi due anni. Come dire che il pm ha voluto chiarirsi le idee sulle prospettive della società regionale, per capire se i messaggi rassicuranti usciti dalla direzione e le cifre circolate di recente, con il ritorno dichiarato all’utile di bilancio, siano attendibili e sufficienti a configurare un processo di risanamento reale. Risanamento che non sembra esserci, almeno a guardare le carte, se il pm Pilia ha voluto riprendere in mano l’ipotesi di fallimento, che potrebbe essere riportata all’attenzione del giudice civile.

Fin qui le ultime sulla situazione finanziaria. L’indagine però va avanti spedita anche sul fronte penale e l’impressione è che il rapporto delle Fiamme Gialle abbia condotto la Procura alla stretta finale. Ci sono i contributi regionali che il direttore generale Sandro Murtas ha dirottato sulle spese correnti sollevando un sospetto di abuso d’ufficio o malversazione, le audizioni di testimoni condotte tra settembre e ottobre dal pm Pilia sembrano però aver messo in luce altri aspetti che potrebbero entrare nel procedimento penale: si parla di demansionamenti di dipendenti, che sarebbero stati emarginati e privati di incarichi perché non allineati alle indicazioni del vertice aziendale su questioni legate a progetti e ad appalti di opere.

C’è poi il capitolo incarichi, apparso scottante fin dalle prime battute dell’inchiesta ed ora confermato dalle indagini: si parla di affidamenti sopra la soglia di legge, per i quali sarebbe stata indispensabile la gara d’appalto o comunque una procedura di selezione ad evidenza pubblica.

Fra questi anche alcuni incarichi destinati a studi legali, sui quali pesano interrogativi anche legati all’incertezza delle norme che regolano la materia dei rapporti fra professionisti ed enti pubblici, per quanto sia da definire - come è emerso nel corso del procedimento fallimentare sospeso il 21 luglio scorso - anche la posizione di Abbanoa, che da un lato è una società privata e dall’altro si regge grazie anche a cospicue iniezioni di denaro pubblico e soprattutto gestisce in esclusiva un servizio pubblico essenziale.

Per chiudere il cerchio dell’inchiesta il pm Pilia dovrebbe sentire l’ex amministratore Carlo Marconi e il direttore generale Sandro Murtas, ma è ormai certo che l’esame dei due dirigenti non rientra nel programma del procedimento. Almeno non in questo stadio delle indagini. La notizia circolata nei giorni scorsi sull’audizione di Murtas e Marconi non è fondata, così come non sono fondate le illazioni sulla loro iscrizione al registro degli indagati.

Nei prossimi giorni, concluso il giro finale delle testimonianze, dovrebbe essere più chiara anche la loro posizione. Fino ad ora i vertici di Abbanoa si sono limitati a conferire un incarico formale all’avvocato Massimiliano Ravenna, vale a dire un penalista. Ma ad oggi la Procura continua a procedere contro ignoti.

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