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Glencore si avvicina all’impianto Usa

Glencore si avvicina all’impianto Usa

Accordo a Palazzo Chigi tra Regione e Governo per un costo dell’energia agevolata per la fabbrica

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CAGLIARI. Per Alcoa si riprende a vedere la luce: è stato firmato ieri il memorandum - una sorta di preliminare - tra il governo nazionale e Glencore, la multinazionale svizzera. Garanti dell’operazione, il sottosegretario di Palazzo Chigi, Graziano Delrio, il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru. Glencore era rappresentata dall’amministratore delegato, Ivan Glasenberg.

Tutto risolto? No, l’esito dell’operazione è subordinata al completamento da parte di Glencore della «due diligence», (l’analisi dei costi), in relazione all’impianto e alle condizioni della sostenibilità della gestione sul lungo termine. Il confronto si è sviluppato sul costo dell’energia elettrica e sulle possibilità di sostenere con risorse pubbliche gli investimenti necessari, oltre al miglioramento delle infrastrutture. Un’intesa subordinata quindi al rispetto delle regole della concorrenza nell’Ue.

«È un giorno importante», commenta Pigliaru, «senza il nostro impegno e il lavoro fatto in questi ultimi mesi le prospettive per la riapertura di Alcoa sarebbero state ridotte al minimo. Ora Glencore è disposta a trattare con Alcoa le condizioni per far ripartire l’impianto». A giudizio del presidente della Regione «non è la soluzione del problema perché c’è ancora tanta strada da fare ma intanto il primo passo è stato fatto e ce n’era bisogno».

Per Fabio Enne, segretario regionale della Cisl sarda, «il memorandum governo-Glensore certifica il superamento del passaggio più difficile della trattativa e significa che tra Glencore e governo si è trovato l’accordo sul prezzo dell’energia elettrica e sulla durata - in anni - della tariffa».

Il sindacato si augura che le parti accelerino tutte le operazioni in vista della manifestazione d’interesse ufficiale e delle trattative sulle quali - per evitare ritardi - è opportuno che continuino a vigilare sia la Regione che il governo. «C’è un termine oltre il quale non è opportuno andare ed è il 31 dicembre», dice Fabio Enne, «allora scadranno gli ammortizzatori sociali per lavoratori diretti e indiretti di Alcoa». (a.f.)

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