Abbanoa: «Ora i conti sono in ordine»
Dopo l’ipotesi di riavvio della procedura fallimentare parla l’amministratore unico: «Si tenta di vanificare i nostri risultati»
CAGLIARI. Quella in corso su Abbanoa, la società finita sotto inchiesta giudiziaria e gravata da un’indebitamento che si avvicina al miliardo di euro è «una campagna irresponsabile di disinformazione sul reale stato finanziario dell'azienda che va avanti da diverso tempo»: a sostenerlo è l’amministratore unico Alessandro Ramazzotti, che appena qualche giorno fa è stato sentito come persona informata sui fatti dal pm Giangiacomo Pilia, nell’ipotesi oggi al vaglio della Procura che possa essere riaperta la procedura fallimentare sospesa a luglio scorso. Ramazzotti, che guida la società regionale da pochi mesi, difende con forza l’azienda: «È in atto un tentativo per vanificare questi risultati, questi progetti e questi sforzi da parte di tutti coloro che hanno interesse a non voltare pagina – è scritto in una nota – a cominciare da chi ha lavorato con lo strumento del fallimento evidentemente per aprire la strada a un operatore speculativo privato, chi ha tratto beneficio, nei decenni, dall'immobilismo e dalla rendita di posizione su appalti, incarichi, servizi e collaudi, chi ha approfittato negli anni delle zone d'ombra dell'evasione e dell’elusione per non pagare un servizio che la maggior parte dei sardi paga regolarmente. È inqualificabile il tentativo di alimentare ed esasperare la protesta per raccogliere deleghe, mandati alle liti, o l'atteggiamento di chi cerca rendite di posizione politica cavalcando argomenti illusori come l'acqua gratis per tutti omettendo di dire che in natura l'acqua è gratis, è invece il servizio che si paga». Per Ramazzotti «c'è chi non si arrende all'idea che anche in Sardegna, come avviene già in altre realtà, ci sia un grande operatore pubblico interamente partecipato dagli enti locali, che gestisca un servizio fondamentale e delicato. È il servizio che ogni giorno potabilizza e distribuisce l'acqua nelle case e nelle aziende pur avendo ereditato dalle gestioni precedenti, oltre ad un carico di debiti, una realtà di impianti e reti fatiscenti - non solo è critica la situazione degli reti fognarie, ma la rete idrica perde più del cinquanta per cento dell'acqua prodotta dai potabilizzatori con un costo di energia di 50 milioni l'anno - con pesanti difficoltà gestionali, 52 mila interventi di riparazione effettuati dal pronto intervento ogni anno». Secondo Ramazzotti «ora i conti sono finalmente in ordine e i continui miglioramenti sono certificati dagli organismi di controllo interni ed esterni all'azienda. Si è avviato un programma di assunzioni per il completamento degli organici ed a breve, attraverso un stretto rapporto con le scuole e le università, attiveremo degli stage per giovani diplomati e laureati. Inoltre abbiamo lanciato una sfida per mettere in cantiere 500 milioni di risorse economiche già disponibili che servono per ammodernare il sistema impiantistico, ma che rappresentano anche una grande occasione di rilancio per l'economia sarda, proponendo lavori a tante imprese che vuol dire non solo garanzia degli attuali livelli occupazionali, ma anche nuovi posti di lavoro».
Prosegue la nota: «Credo che la buona politica debba farsi carico di una battaglia che rivendica anche per la Sardegna la gestione pubblica ed efficiente del servizio idrico, dentro un sistema di regole certe ed uguali per tutti, applicate con atti trasparenti e sotto lo stretto controllo dei sindaci che ne sono gli azionisti. Abbanoa è la più grande impresa industriale dell'isola che dà lavoro diretto e indiretto a quasi tremila persone». (m.l)
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