La Nuova Sardegna

Bcs diventa più forte dentro Intesa

di Alfredo Franchini
Bcs diventa più forte dentro Intesa

Il direttore per la Sardegna, Pierluigi Monceri, spiega le strategie della banca

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CAGLIARI. «La Banca di Credito Sardo ha cessato la sua ragione giuridica ma il ruolo svolto in Sardegna continuerà allo stesso modo, anzi con più forza, grazie al brand di Intesa Sanpaolo». Lo sostiene Pierluigi Monceri che, dopo la rivoluzione di venerdì scorso, quando l'ultimo Consiglio d'amministrazione ha sancito il passaggio a Intesa, ha assunto la responsabilità della direzione regionale che comprende oltre la Sardegna anche la Toscana, l'Umbria e il Lazio.

Monceri che in questi anni è stato il motore della Banca di Credito Sardo, spiega in questa intervista alla Nuova che cosa cambierà per la Sardegna.

Dopo cinque anni, cambia la strategia dell'istituto per l'isola?

«Niente affatto. La scelta non rinnega il passato: il contesto di mercato è diverso da cinque anni fa e ora si è reso indispensabile, modificare i processi interni alla banca. Ma abbiamo il pregio di operare con un brand importante come quello di Intesa».

Ma la Sardegna rischia di essere penalizzata?

«Assolutamente no! Innanzitutto c'è la l'importanza del lavoro svolto in questi anni che per me, sia pure con un ruolo diverso, significa garantire continuità con maggiore convinzione. Venerdì prossimo la nostra banca premierà per il terzo anno consecutivo le imprese eccellenti della Sardegna, questo perché vogliamo sostenere la crescita. È una testimonianza del ruolo che continuerà ad avere Intesa Sanpaolo nell'isola. Inoltre abbiamo già programmato una serie di incontri nelle province storiche: il 20 a Sassari, il 24 a Nuoro e il 4 dicembre a Oristano».

In questi anni avete promosso in Sardegna molte Reti di impresa, cosa c'è in cantiere a breve termine per le aziende sarde?

«Vogliamo sfruttare l'Expo 2015 di Milano come driver per le aziende sarde. Può essere davvero utile per stimolare la ripartenza economica: a Milano sono previsti più di venti milioni di visitatori e il tema è quello del cibo. La Sardegna deve avere la capacità di raccontarsi».

Su che cosa devono puntare le aziende sarde?

«Oltre al settore alimentare, la Sardegna all'Expo può contare sul mercato digitale, un mercato in forte crescita dove l'isola è ben presente grazie anche al suo know-how Se la logistica è un elemento determinante, lavorare sulla digitalizzazione può scardinare vecchi meccanismi e aprire nuovi mercati».

Come parteciperà Intesa all'Expo?

«Abbiamo un nostro spazio multifunzionale, un'area di mille metri quadri per l’Expo di Milano. Puntiamo sul made in Italy e quindi anche sul made in Sardegna. Sarà il luogo per incontrare nuovi clienti, per mettere in contatto chi produce e chi importa».

L'incorporazione della Banca di credito sardo in Intesa Sanpaolo che cosa comporta per il personale?

«Chiariamo subito che non ci sono esuberi. La riorganizzazione del gruppo comporta più specializzazione e più responsabilizzazione e, infatti, ci saranno mille responsabili in più».

Come cambia la struttura?

«Si passa dal concetto di Area a quello di tre territori: il primo è il Retail nel quale saranno comprese le famiglie e le micro aziende; il secondo è il Personal e interessa i clienti con risparmio; il terzo è quello delle imprese per poter meglio valutarne i bisogni».

E questo in Sardegna come si raffigurerà?

«Con il coordinamento di sei aree Retail, due Personal e una per le Imprese, a dimostrazione che lo spirito della banca del territorio è sempre lo stesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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