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Pareggio di bilancio da rinegoziare

Pareggio di bilancio da rinegoziare

L’accordo di luglio non è più blindato. La Giunta: troppe regole cambiate in corsa

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CAGLIARI. L’accordo sul pareggio di bilancio nel 2015 non è più blindato. È colpa del Governo, che continua ad affondare le mani nelle casse della Regione, a tagliare le entrate fino a pretendere sacrifici milionari. Con le regole che a Roma cambiano quasi ogni giorno e alla ricerca di 550 milioni per evitare di mettere in crisi lo stato sociale, già pericolante, la Giunta ha deciso: rinegozierà il patto di luglio. Lo deve fare se vuole avere qualche certezza in più sui prossimi trasferimenti dello Stato e soprattutto evitare che diminuisca ancora il gettito fiscale. Nei prossimi giorni, il nuovo conto sarà presentato alla Ragioneria dello Stato, con la richiesta ad esempio di liquidare in tempi stretti, prima della presentazione della Finanziaria regionale, gli arretrati dal 2010 in poi su Ires, giochi e riserve varie. Sono 600 milioni indispensabili in questo momento, per dare almeno un po’ di sostanza ai prossimi investimenti senza però essere costretti a tagliare troppo la spesa sociale. Anche sugli ultimi accantonamenti dal Governo per risanare il debito pubblico, la Regione vuole riprendere a trattare. Sono quegli altri 97 milioni, così è scritto nella Finanziaria del governo Renzi, a cui la Sardegna dovrà rinunciare oltre i 570 milioni che versa ogni anno come contributo per ripianare il disavanzo dello Stato. Un fronte la Giunta lo vorrebbe riaprire anche sull’utilizzo dei 230 milioni di riserve erariali appena restituiti alla Sardegna ma con l’obbligo di destinarli al pagamento dei debiti commerciali. Questa come altre sono regole tutte molto, troppo rigide. Lo sono soprattutto dopo che la Regione, è una delle clausole dell’accordo di luglio, ha giurato che rinuncerà ai ricorsi alla Corte costituzionale su buona parte del contenzioso. Finora la Giunta quel contratto l’ha rispettato, mentre Roma si è presa diverse libertà e potrebbe farlo ancora.

Pigliaru e Paci non vogliono arrivare allo scontro con il Governo e neanche hanno intenzione di stracciare l’accordo da sempre liquidato come «una solenne patacca» dall’opposizione, ma ora sono sembrano decisi a pretendere chiarezza sulle entrate. Stando a quello che è trapelato dall’ultima seduta di Giunta, le risposte del ministero alle Finanze e della Ragioneria dello Stato dovranno arrivare prima che l’assessore Paci dia alle stampe la prima contabilità della Regione obbligata a raggiungere il pareggio di bilancio. Proprio a proposito del nuovo regime l’assessore ha inviato a Roma una lettera per sollecitare che le clausole, stavolta morbide, previste dalla Finanziaria Renzi per le Regioni ordinarie siano estese a quelle Speciali. Anche questa lettera può essere letta come un chiaro tentativo di difendere l’Autonomia dal neo centralismo imposto dal Governo. Rischio ribadito dall’assessore agli Affari generali, Gianmario Demuro, nella riunione di una delle commissioni della Conferenza delle Regioni. Conferenza che si prepara a rilanciare la partita per evitare l’ennesimo scippo di competenze e soldi . (ua)

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