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Contestazioni all’esterno della palazzina

Contestazioni all’esterno della palazzina

Preso di mira anche Boeddu, Cgil: «Ma abbiamo chiarito tutto, è stato solo un banale malinteso»

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OLBIA. “Il ferroviere”, lo hanno definito quelli che manifestavano davanti alla palazzina in cui azienda e sindacati trattavano sui licenziamenti di Meridiana. Il ferroviere è Arnaldo Boeddu, il segretario regionale della Filt-Cgil. «Se voleva essere un’offesa, hanno sbagliato di grosso» dice lui, a riunione finita. Piccolo di statura, ma determinato, affidabile come una roccia (parole dei suoi colleghi sindacalisti, di altre sigle), Boeddu è finito nel mirino della cinquantina di esuberi a riunione in corso. Meglio sarebbe di dire di un esponente dell’Usb. Che a un certo punto, dopo aver saputo che Boeddu aveva fatto una proposta, ha urlato al megafono: Boeddu, che vieni dalle ferrovie, e via con frasi poco simpatiche... Come se Boeddu stesse per fare chissà che cosa contro i lavoratori. «Ho sentito tutto. Questa sì che è un’offesa alla mia storia personale e a quella della Cgil – dice Boeddu –. Io non ho mai firmato intese senza consultare il gruppo dirigente e i lavoratori e mai lo farò. Non mi intimoriscono certe quelle accuse. Tanto è vero che, poi, sono uscito, ho incontrato i lavoratori, senza alcuna paura, e a quello che aveva urlato contro di me ho detto: “Ripetilo ora, e dammi la possibilità di ribattere”. Quello non l’ha fatto, e dopo si è scusato». Il lavoratore, sentito dalla “Nuova”, dice: «Abbiamo chiarito tutto. Non era mia intenzione né minacciare né intimidire nessuno». «Io non metterò mai un lavoratore contro l’altro – continua Boeddu –. Ho affrontato trattative anche più difficili e dure di queste di Meridiana e l’ho fatto con serietà, onestà, libertà. Io in Meridiana non ho amici, mogli, figli da difendere. Io ho lavoratori da difendere. Nel migliore modo possibile». Un brutto momento, in una giornata tesa, in cui sono volate parole grosse anche verso i dipendenti amministrativi al lavoro in palazzina e in cui c’è stato un tentativo di irruzione, subito bloccato dalla polizia. Boeddu, che nella vita è effettivamente ferroviere, da 20 anni fa il sindacalista nel settore dei trasporti: «Credo di sapere stare a un tavolo di trattativa. Quando mi hanno insultato, stavo dicendo alle rsa: “Di quale argomento vogliamo parlare per primo, posto che il tavolo resta unico? Del volo? Del call center? Delle cause? Era un modo per stanare l’azienda, per farla uscire dai silenzi. Così come sono io ad aver proposto di portare subito la trattativa al ministero, per difendere tutti i diritti dei lavoratori entro il 2014. Sfido chiunque a dire che non è una cosa importante. Tanto che il leader dell’Usb Staccioli e il loro avvocato Meloni hanno sposato questa linea, tanto per dirne una...». (g.pi.)

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