L'Italia vista da un ragazzino Esordio di Nicola Campiotti
ROMA. Il viaggio in Italia di un ragazzino alla ricerca del senso di una nazione disastrata, ma che cerca comunque un riscatto. “Sarà un Paese”, opera prima di Nicola Campiotti, tra documentario e...
ROMA. Il viaggio in Italia di un ragazzino alla ricerca del senso di una nazione disastrata, ma che cerca comunque un riscatto. “Sarà un Paese”, opera prima di Nicola Campiotti, tra documentario e finzione racconta la realtà dell’Italia di oggi. Riconosciuto di “interesse culturale nazionale” dal Mibac, il film è sostenuto da Unicef Italia, che lo ha scelto per celebrare i 25 anni della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. La pellicola, inoltre, rientra nelle proposte Agiscuola ed è stata inserita da Libera, associazione contro le mafie, nel concorso nazionale “Regoliamoci!”.
Nel film il percorso di formazione del ragazzino Elia, che parte dal mito, attraversa la realtà e sfocia nell'immaginazione. Tra i temi affrontati, il diritto al lavoro, l'amore per la terra e l'ambiente, i diritti civili, il senso del limite, il valore del coraggio e il rispetto delle regole, l'apertura alla conoscenza e all'incontro tra culture diverse.
«Questo nostro mondo visto con gli occhi di un bambino è una cosa che dà speranza – ha detto la vicepresidente di Unicef Italia Silvana Pinna ieri a Roma per la presentazione del film –. Il nostro problema casomai è un altro: è il fatto che gli adulti non sentono, non hanno capacità d'ascolto. Per quanto riguarda i diritti dell'infanzia sono state fatte tante cose: il bambino è un soggetto di diritto e non un “minore”, termine che odio. Ma molto resta ancora da fare». «Sono ottimista rispetto al mio Paese – ha detto il regista – Finché ci sono persone che fanno del bene, c'è speranza. Qualcuno ha detto che questo film è buonista, ma allora anche la Costituzione italiana è buonista».
E sulla visione un po’ troppo idealizzata dell’Europa che a volte compare nel suo film, Campiotti ha spiegato: «Bisogna essere consapevoli che lì, in Europa, ci sono le nostre comuni origini».
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