La Nuova Sardegna

Sanità: riforma approvata, ma è a metà

di Umberto Aime
Sanità: riforma approvata, ma è a metà

Per vedere completato il nuovo assetto di Asl, Azienda 118 e ospedali bisognerà attendere la primavera del 2015

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CAGLIARI. Fiocco rosa in Consiglio regionale. È nata, poco dopo mezzogiorno e per il centrosinistra gode anche di buona salute, la riforma della sanità. La crescita però potrebbe essere lenta: il primo passo sarà a dicembre con l’arrivo dei commissari nelle Asl, poi bisognerà aspettare fino a metà 2015 per vederla correre spedita fino al traguardo delle nuove e ridotte nel numero Aziende sanitarie locali. Solo allora si capirà se la neonata avrà forza, capacità e gambe di fare quello per cui è stata concepita: ridurre il disavanzo del sistema Sardegna, ora vicino ai 400 milioni, e restituire qualità ed efficienza al servizio sanitario non solo nelle città ma anche in periferia. È questo quello che più di ogni altro aspetto interessa ai cittadini, che certo non vogliono essere penalizzati da futuri ticket e sperano invece di contare, in tempi stretti, su standard se non europei almeno delle regioni del Nord Italia.

La votazione. La legge, come si sapeva, è passata solo con i voti del centrosinistra. La maggioranza è stata capace prima di assorbire alcuni evidenti e pericolosi malumori interni, poi s’è stretta intorno alla creatura e infine festeggiato compatta il suo primo giorno di vita. L’opposizione ha fatto tutto il contrario: in ogni modo, ha cercato che non nascesse, ma nessuna delle sue correzioni (leggi emendamenti) è andata a buon fine.

Le felicitazioni. Le prime sono state quelle del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e dell’assessore alla Salute (non più alla Sanità) Luigi Arru. «Da oggi in poi – ha detto Pigliaru – cominciamo a parlare di una nuova sanità per rimediare al disastro che il centrodestra ci ha lasciato in eredità. Dal disastro del passato vogliamo passare alle eccellenze dovunque nel territorio, senza lasciare neanche un Comune scoperto, e lo faremo anche con la razionalizzazione di costi e servizi». Il primo atto sarà la nomina dei commissari: «Sento la responsabilità – ha aggiunto di far governare da subito chi dovrà governare le Asl e dovranno essere tutte persone competenti, perché dobbiamo risollevare il sistema sanità Sardegna». Aumentare la qualità e ridurre le spese, ha sottolineato subito dopo l’assessore Arru: «Vogliamo costruire insieme a cittadini, medici ed infermiere una nuova cultura sanitaria che porterà preso ottimi risultati nell’organizzazione e nei bilanci». Concetto confermato dal presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, Raimondo Perra del Psi, «Non potevamo più rinviare la legge e siamo riusciti a portarla a casa in tempi ragionevoli», e dai padri della riforma, Pietro Cocco e Gigi Ruggeri del Pd: «Con la riorganizzazione, cancelleremo gli sprechi ma senza penalizzare i territori. Anzi, migliorerà non solo la qualità dei ricoveri ma la medicina di base». Con un giuramento dell’assessore: «Ogni passaggio lo verificheremo e misureremo sul campo gli standard raggiunti».

Le cassandre. Tutti i partiti del centrodestra hanno continuato a scuotere la testa anche dopo il battesimo. Lo hanno fatto con le frasi di sempre: «È una legge pasticciata, nasce monca senza una vera riforma alle spalle ed è costruita solo per occupare posti di potere». Fra pochi settimane arriveranno i commissari e la battaglia sarà ancora più aspra.

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