Sindacati: «Trattativa impossibile»
Alta tensione al tavolo, ora si chiede di avere da subito l’assistenza del ministero
OLBIA. Una corsa a ostacoli. Un muro dietro l’altro. Una corsa contro il tempo. La crisi di Meridiana - 1634 esuberi, di cui 813 in Sardegna, su 2101 dipendenti - potrebbe arrivare a una svolta. Per salvare il salvabile.
Dopo l’ennesimo nulla di fatto con l’azienda di ieri, i sindacati potrebbero infatti chiedere di rivoluzionare il percorso della trattativa sui licenziamenti. Non più divisa in due tranche: ovvero 45 giorni di confronto a due (termine ultimo il 10 dicembre) e altri 30 giorni con l’assistenza del ministero (data finale il 9 gennaio). Su proposta di Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt-Cgil, le sigle potrebbero dichiarare conclusa la prima fase. E chiedere che si passi direttamente alla seconda. Perché? Per due ragioni. La prima: il dialogo tra azienda e sindacati su come gestire gli esuberi - soprattutto sulla loro riduzione o sul ricorso ad altri due anni di cassa integrazione - è impossibile; serve la presenza (e la mediazione) del Governo. La seconda: prendendo questa strada, nella peggiore delle ipotesi - «i licenziamenti ci saranno con o senza intesa sindacale», come ribadito da Meridiana alla “Nuova” - la trattativa si chiuderà entro il 31 dicembre, data ultima per avere a disposizione dei possibili licenziati il massimo degli ammortizzatori sociali, dai 4 ai 6 anni di copertura dello stipendio. La decisione finale delle sigle su questa opzione arriverà dopo una riflessione al loro interno di 48 ore.
Una mossa che i sindacati hanno deciso dopo che l’«azienda ha precluso lo svolgimento del lavoro sindacale» è scritto nel verbale, non sottoscritto dall’azienda. Che cosa vuol dire? Che i sindacati non hanno avuto - sostengono - alcuna risposta alle loro domande. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Usb, Ugl, Apm, Anpav hanno firmato un documento. Insieme, senza distinzioni. Per dire che l’ad Scaramella «diserta volutamente gli incontri; che manda alle trattative dirigenti con il solo mandato di non dare risposte alle nostre domande; che affida le sue dichiarazioni alla stampa per ribadire di voler chiudere il confronto coi licenziamenti, con o senza accordo; che dichiara la volontà di dare avvio a assunzioni a tempo determinato in Air Italy». Impossibile trattare, e la colpa - è scritto nel comunicato - è esclusivamente di Scaramella.
Lo scontro principale è avvenuto, ancora, sul settore volo. È il secondo in ordine di tempo. La settimana scorsa i sindacati avevano denunciato l’assunzione di piloti in Air Italy. Ieri hanno rivelato la selezione di assistenti di volo sempre per Air Italy. Per i sindacati, un’altra scelta intollerabile. La sintesi è: è inammissibile che l’azienda madre licenzi e quella controllata assuma. Considerando che la prima ha ceduto alla seconda - secondo un dossier - il 38% delle proprie tratte solo nel 2014. Questa la risposta dell’azienda: «Air Italy ha avviato la ricerca di circa 30 assistenti di volo, a tempo determinato, per 5 mesi. Questi nuovi assunti andranno a sostituire personale con contratti a tempo determinato in scadenza. Non si tratta quindi di un incremento di personale. Sono posizioni offerte nei mesi scorsi, in quel caso con un contratto a tempo indeterminato, agli assistenti di volo di Meridiana fly e per le quali non ci sono state candidature adeguate e sufficienti».
Azienda che, in serata, dopo il comunicato dei sindacati, ha nuovamente replicato facendo una distinzione tra lavoratori: «C’erano sette delle nove sigle firmatarie degli accordi di mobilità del 2011 e 2012 e, in rappresentanza di Meridiana fly, il massimo livello aziendale considerate le materie. Sono stati presentati circa il 70% dei documenti richiesti. Per tutta la durata dell'incontro, all'esterno della sede, un gruppo di una cinquantina di dipendenti riuniti sotto la palazzina, ha protestato rumorosamente e con toni molto accesi, rendendo estremamente difficile lo svolgimento della discussione. Tutte le attività degli uffici e di volo si sono svolte regolarmente».
Un clima pesantissimo. Ora toccherà alla Regione - che convocherà Meridiana forse lunedì per avanzarle le richieste dei sindacati - e al Governo provare a trovare una sintesi. In poco più di un mese. (g.pi.)
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