Neri Marcorè nel mondo dei Beatles
La stagione del “Massimo” a Cagliari L’attore in scena con la Banda Osiris
CAGLIARI. Con Neri Marcorè e la Banda Osiris in “Beatles Submarine” si apre mercoledì 19 la Stagione Cedac al Teatro Massimo. “C’è un pensiero dietro questo spettacolo e sarà chiaro solo dopo averlo visto. Ci vuole sempre un po’ di magia, di mistero a teatro, come dice la canzone che fa da cerniera, Magical Mystery Tour, espressione coniata dai Beatles”, spiega Marcorè: «A noi e a Giorgio Gallione, regista e artefice principale, interessava fare teatro facendo confluire tante suggestioni ed elementi». Prendendo spunto dalle musiche, spiega l’attore, si racconta come è nata Yesterday, «e poi la suoniamo, con arrangiamenti particolari per creare qualcosa di diverso, ma ci allontaniamo anche dalle canzoni per arrivare all’Alice di Lewis Carrol, oppure ascoltiamo Mark Chapman, l’assassino di Lennon, descrivere i minuti precedenti allo sparo».
Sono tutti momenti di un quadro non realistico che rappresenta i mondi creati dai Beatles, come quello lisergico e psichedelico di “Yellow Submarine”. Lo spettatore deve entrare nel gioco, e pian piano seguirlo anche attraverso le coloratissime proiezioni sul grande schermo con i disegni di Daniela Dal Cin animati da Francesco Frongia.
Per Marcorè, che nello spettacolo fa da trait d’union alle follie della Banda Osiris, anche chi come lui è nato nel ’66, nelle canzoni dei Beatles ci è cresciuto dentro. «Il tutto era legato anche a l’immagine dell’Inghilterra a cui tanti volgevano lo sguardo, sembrava un Paese meraviglioso, tra beat e l’isola di White… arrivava anche a me da bambino. Forse è anche per questo che scelsi di studiare le lingue e far la scuola interpreti». Proprio in questi giorni è su Rai Uno con “Questo nostro amore 70”, fiction di grande successo.
«Sin da subito – racconta Marcorè – ho scelto di differenziare le tante discipline possibili. Ho cominciato il mestiere quasi per caso in tv, poi c’è stato il doppiaggio, il primo film, il teatro, la fiction. È una cosa che in parte risponde al mio atteggiamento nei confronti della vita che tende alla multidisciplinarietà, ad allargarmi più orizzontalmente che verticalmente dall’altra, nei primi anni ci si rivolge a diversi ambiti contemporaneamente per vedere quale funzioni meglio». La particolarità è che per Marcorè hanno funzionato tutti. «Ogni orto ha dato i suoi frutti e ora mi trovo a dover dare acqua a tutti i vari lotti in terreni diversi. Temo un prossimo periodo di sovraesposizione perché casualmente tra gennaio e febbraio escono uno dietro l’altro i tre film “Sei mai stata sulla luna?” di Paolo Genovese, “Leoni” di Pietro Parolin, e “Latin Lover” di Cristina Comencini. Invaderò le sale italiane, insomma».
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