"Solographies", tre danzatrici e i segreti dell’animo femminile
SASSARI. E’ possibile danzare la malinconia e la tristezza, l’allegria e l’amicizia, la speranza e tutto l’irrapresentabile che attraversi un cervello femminile? La risposta ve la può dare l'opera...
SASSARI. E’ possibile danzare la malinconia e la tristezza, l’allegria e l’amicizia, la speranza e tutto l’irrapresentabile che attraversi un cervello femminile? La risposta ve la può dare l'opera "Solographies" della Compagnia Linga. Lo spettacolo è andato in scena l’altra sera al Palazzo di Città per il terzo appuntamento del cartellone di Danzaeventi.
Sul palco si muovono tre interpreti di nazionalità diversa (una polacca, una giapponese e una spagnola) per tessere una trama che senza parole racconta gli stati d’animo delle donne. Quelli segreti, spesso non traducibili in parole, ma che la danza di quelle straordinarie interpreti descrive con grande precisione: i silenzi delle donne, le fiammate di depressione, la complicità tra amiche. Gesti che ricreano un universo onirico fatto di cose non dette, pensieri ancestrali, esplosioni di intensa poesia. Da millenni i poeti cercano di descrivere il mistero dell’animo femminile. Lo hanno fatto anche grandi artisti e grandi registi.
Ma è soprattutto la danza di grandi interpreti come la compagnia Linga che cattura, negli assolo, i momenti di verità che fermano il tempo. E un gesto o un movimento ti raccontano il mistero della vita e dell’amore. Gesti e movimenti distillati da anni e anni di prove, di sudore e fatica nei quali i muscoli ti fanno librare nell’aria o guizzare verso il cielo con leggerezza.
E’ la magia di cui sono capaci queste tre donne (la danzatrice polacca Dorota Lecka, la giapponese Ai Koyama e la spagnola Raquel Miro). Tre artiste con biografie artistiche assai diverse l’una dall’altra e che la raffinata coreografia di Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo riesce ad amagamare in uno spettacolo di grande classe che l’altra sera ha conquistato la affollata platea del Palazzo di Città e prima di Sassari ha stregato i teatri delle maggiori città europee, dell’Avana, Buenos Aires e Montevideo.
Ma oltre che tra di loro le tre donne si confrontano anche col pubblico e con la coreografia (Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo, compagni in scena e nella vita). La messa in scena è accompagnata dalle musiche di Mohammad, Noel Akchoté, Johann Strauss, Zeitkratzer & Carsten Nicolai. I costumi sono di Geneviève Mathier.
Insieme ai calorosi applausi del pubblico, l’altra sera, c’erano anche quelli del sindaco di Sassari e di buona parte della giunta comunale che hanno voluto complimentarsi con Livia Lepri ( della compagnia di danza Estemporada) curatrice della rassegna Danzaeventi e con Marco Cantalupo fondatore e direttore della compagnia Linga insieme a Katarzyna Gdaniec.
La compagnia Linga, una delle più prestigiose al mondo, è nata 23 anni fa al Théâtre de l'Octogone di Pully- Losanna, dall’incontro di due artisti poliedrici e inquieti, Cantalupo, genovese, una carriera tra l'Opera di Amburgo, il Balletto Nazionale Portoghese, lo Staatstheater Gelsenkirchen, la Deutsche Oper di Berlino e lo Stadttheater di Berna.
Katarzyna Gdaniec, nata a Danzica in Polonia, ha vinto il Campionato d'Europa Junior nel 1974 prima di studiare all'Accademia Vaganova di San Pietroburgo e alla Scuola Nazionale di Danza di Gdansk.
Ma la sua formazione artistica si è avolta sotto l’ala di Maurice Bejart che ha ideato delle coreografie appositimamente dedicate a lei.
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