Chiusa l’inchiesta su Francesca Barracciu
La sottosegretaria non ha risposto alla contestazione-bis su spese per 45mila euro
CAGLIARI. La conferma era attesa da un giorno all’altro ed è stata l’Agenzia Italia a batterla per prima in mattinata: l’indagine sulla posizione di Francesca Barracciu è chiusa, tra venti giorni si saprà se il pm Marco Cocco chiederà per la sottosegretaria ai beni culturali il rinvio a giudizio con l’accusa di peculato aggravato. Sollecitato dai cronisti a conclusione del dibattimento che riguarda ora 17 consiglieri ed ex consiglieri regionali, il magistrato non ha voluto commentare la decisione ed è sgusciato via dall’aula senza dire una parola. Impossibile dunque conoscere l’orientamento della Procura sulle prospettive del procedimento Barracciu, cui viene contestata complessivamente la spesa di 78 mila euro tratti dai fondi del gruppo regionale Pd nella legislatura Soru. Alla prima contestazione - 33 mila euro - l’ex europarlamentare ha risposto spiegando di aver impiegato l’intera somma in consumi di carburante, in un’intensa attività fatta di incontri politici con elettori e cittadini nell’isola. La Barracciu - allora assistita dalgi avvocati Carlo Federico Grosso e Giuseppe Macciotta – annunciò di voler chiarire tutto e produsse una memoria articolata per dimostrare quell’attività. Ma i controlli successivi di carabinieri e guardia di finanza hanno messo in luce, proprio partendo da quei documenti, aspetti poco chiari. I tabulati della carta di credito hanno collocato l’onorevole all’estero in giornate nelle quali ha detto di aver lavorato in Sardegna, alcuni conti di spese sostenute con la stessa Visa sembrano non corrispondere a quanto dichiarato. Comunque sia la Procura ha successivamente contestato alla sottosegretaria spese non rendicontate per altri 45 mila euro, ma a questa contestazione l’indagata ha cambiato difensore - l’avvocato Franco Luigi Satta – e anche linea difensiva: silenzio assoluto. Stralciata dal pm la posizione della Barracciu da quella degli altri 32 onorevoli indagati del centrosinistra, tutto lasciava prevedere una richiesta di giudizio immediato. La Procura ha chiesto per lei l’interdizione dalla carica pubblica, il gip di Cagliari ha respinto l’istanza. A quel punto sono girate solo voci, puntualmente smentite dalle decisioni del magistrato, che soltanto in queste ore ha deciso di chiudere l’inchiesta sulla sottosegretaria. Si tratta di capire se ora si procederà a parte contro di lei o se il suo nome rientrerà nel calderone degli altri in dagati, in vista di un rinvio a giudizio complessivo. (m.l)
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