La Nuova Sardegna

DUE CD CON LA NUOVA

«Sardegna Chi-Ama, un grande evento per una tragedia immane»

di Sabrina Zedda
Elena Ledda
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Elena Ledda

Alluvione, la cantautrice Elena Ledda ricorda quel tragico 18 novembre e la magica atmosfera della serata del 31 maggio a Sant’Elia

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«S’abba no dimentigat», l’acqua non dimentica. Per la cantautrice Elena Ledda il vecchio adagio sardo vale più di ogni altra frase per ammonire contro qualsiasi uso del territorio che non tenga conto di ciò che vi ha messo la natura. Raggiunta al telefono di prima mattina, quando ancora ha un po’ di tempo prima dell’ingresso in sala prove per la preparazione del prossimo spettacolo (un concerto di Natale che abbraccia l’intera tradizione mediterranea, in programma il 20 e il 21 dicembre a Cagliari e Iglesias), l’artista commenta l’uscita, il 18 novembre, del prezioso cd “Sardegna Chi-ama”. Un altro tassello che si aggiunge al grande progetto pensato dal musicista di Berchidda, Paolo Fresu, per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione delle scuole distrutte dall’alluvione di un anno fa. Nelle due ore di musica del doppio cd, che raccoglie il meglio del grande concerto di solidarietà tenutosi a Cagliari il 31 maggio, c’è anche lei. Che non ha avuto remore nel proporre per la speciale serata un set in compagnia di Paola Turci, con la quale ha presentato la struggente “Preghiera in gennaio” di Fabrizio De Andrè.

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«Che effetto mi fa sapere che tra poco sarà passato un anno da quella catastrofe? Non ci penso. Ma non lo dico certo nel senso che quella tragedia non mi abbia colpito. Penso piuttosto che sino a quando non avremo imparato a rispettare il territorio continueremo a vivere nel terrore e vicende come quelle ne conteremo ancora». Elena Ledda parla con la voce di una cittadina ferita per il dolore arrecato alla sua terra, ma anche incredula davanti a certe scellerate scelte politiche. «Anni fa abbiamo vissuto l’alluvione in Ogliastra, poi è toccato a Capoterra, l’anno scorso al nord Sardegna– ricorda – Guardando al resto d’Italia, tutti ricordiamo ciò che è successo in Liguria e adesso a Carrara. Come si può dire che sia un capriccio della natura?».

Per Elena Ledda non ci sono dubbi: la causa di tutto ciò è la dissennata politica del territorio, che pur sapendo di dover risolvere un problema di assetto idrogeologico ha guardato altrove, costruendo dove non avrebbe dovuto farlo e infischiandosene del fatto che se in punto c’è un rio, un ruscello o altro, questo va rispettato.

«Il punto di vista della natura è un solo – continua Elena – La natura ha sempre ragione». Non è certo un caso, osserva Ledda, se i nostri avi costruivano in certi punti e in certi altri no: «Semplicemente loro certe cose le sentivano e ne avevano rispetto». Il non rispetto l’ambiente lo riconosce: «Il detto “s’abba no dimentigat” è verissimo – insiste – Se interrompiamo il corso di un fiume per costruirci un villaggio o una città stiamo facendo una cosa terribile».

Della mattina del 18 novembre di un anno fa, l’artista ha un ricordo ancora vivido: «Sono molto mattiniera, e una delle prime cose che faccio appena sveglia è guardare il telegiornale. La notte prima anche da noi, a Quartucciu, aveva piovuto. Era anche mancata la luce. Ma mai avrei pensato che il giorno dopo avrei sentito quella notizia: svegliai subito mio marito e mia figlia per dirglielo». Quel giorno il risveglio fu drammatico anche a casa dell’artista: «La rabbia di quella mattina mi accompagnò per molto tempo: è possibile che ancora oggi si possa morire per questo? Ormai in Sardegna passiamo dall’emergenza fuoco d’estate all’emergenza acqua subito dopo. E’ incivile, inaccettabile».

Per fortuna esistono artisti come Elena Ledda e come tutti gli altri che la sera del 31 maggio hanno deciso di farsi sentire: «Da qualcuno l’arte è considerata abbastanza inutile – osserva la cantautrice – Eventi come quel concerto hanno invece dimostrato che di cultura si mangia». Di quella sera Elena Ledda ricorda l’affetto del pubblico ma anche la felicità respirata dietro le quinte, quando ha potuto riabbracciare gli artisti amici che non incontrava da anni: «Sarebbe stato bello se il pubblico avesse potuto vedere anche lo spettacolo che si svolgeva dietro al palco».

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