La Nuova Sardegna

Unica, seconda tappa: solidarietà di Nuoro agli esuberi in lotta

di Kety Sanna
Unica, seconda tappa: solidarietà di Nuoro agli esuberi in lotta

I dipendenti di Meridiana accolti in consiglio comunale Il sindaco Bianchi: «Siete una risorsa per tutta la Sardegna»

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NUORO. La seconda tappa della marcia Unica per il lavoro ha raggiunto il cuore dell'isola. La nuova giornata di protesta dei lavoratori Meridiana, dei minatori di Lula, del movimento pastori sardi, degli ex operai della Ros Mary e di quelli di Idea Motore ieri mattina è iniziata in piazza Vittorio Emanuele nei Giardinetti della città dove i manifestanti si sono dati appuntamento con striscioni e slogan che hanno poi riempito le vie principali del centro. Questa nuova giornata di lotta è iniziata male per i lavoratori Meridiana che hanno saputo delle azioni, con lanci di uova e farina, contro gli equipaggi in partenza da Olbia. Azioni condannate da subito e dalle quali tutti hanno preso le distanze. Il loro grido di battaglia, che ha fatto da sottofondo alla manifestazione “Mastros”, nel pomeriggio ha riecheggiato nella sala del consiglio comunale riempita di maglie rosse e caschi gialli. Una sala che altre volte ha accolto la rabbia di chi si è trovato senza lavoro e con famiglie da campare. «Il nostro è un territorio che soffre da sempre – ha detto il sindaco Sandro Bianchi – ma ci sentiamo vicini e solidali in tutte le vertenze. Voi siete una risorsa per la Sardegna e bisogna difendere i vostri diritti e di tutti i sardi».

«Di solito – ha aggiunto Tore Daga, assessore comunale al bilancio – si dà spazio alla retorica e alle parole ma oggi è giunto il momento di essere concreti perchè la situazione sta precipitando. In questa provincia, il 22 % delle aziende muoiono a 24 mesi dall'inizio delle attività; 5mila lavoratori hanno perso il posto di lavoro e 3mila ricevono gli ammortizzatori sociali. Un vero e proprio bollettino di guerra che fa paura e che dimostra il tentativo di scardinare il mondo del lavoro. Bisogna dire basta a queste dinamiche. Meridiana è riuscita ad unire tutte le vertenze dando vita ad una lotta unica. Noi saremo con voi, non vi lasceremo da soli». Quindi ha preso la parola Marco Bardini, dell'associazione Ali, lavoratori cassintegrati di Meridiana che ha raccontato ai politici nuoresi il senso vero, l'anima di questa vertenza «a dir poco singolare». «La procedura attivata da Meridiana – ha detto – è una vera e propria campagna di pulizia etnica. Il travaso di attività verso la società Air Italy è la principale causa degli esuberi e rappresenta un'operazione che non ha precedenti nella storia industriale italiana. La Regione Sardegna deve scendere in campo con la stessa energia messa posta nelle vertenze di Vynils, Alcoa, Euralluminia e Keller le quali messe tutte insieme non raggiungono i numeri della macelleria sociale in corso a Meridiana. Un modello innovativo anche nei licenziamenti: perchè a Meridiana la tutela dei lavoratori è decrescente. Meridiana ha trasferito la propria attività e il proprio marchio, creato da noi in questi anni di lavoro, nell'altra società e in compagnie rumene e slovacche che lavorano per conto di Meridiana. A nulla sono valse le nostre proposte di lavorare allo stesso costo orario. L'obiettivo dell’azienda è solo quello di mandare a casa 1600 lavoratori e nonostante tutto, la politica non si muove. Perciò chiediamo a tutti 350 sindaci sardi si unirsi a questa marcia Unica contro questa classe dirigente sonnacchiosa». Fatta eccezione del deputato di Sel, Michele Piras, accolto da un’ovazione per l’interpellanza urgente sul caso Meridiana, presentata alla Camera. Anche la giornata di ieri è finita con la consegna di un olivo, segno di rinascita, e delle magliette rosse, simbolo di questa battaglia lunga e dolorosa.

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