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«Dalla giunta solo un’umiliante elemosina»

«Dalla giunta solo un’umiliante elemosina»

“Moviementu” contro l’assessore Claudia Firino: «Il cinema sardo per il prossimo anno avrà appena 600.000 euro»

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CAGLIARI. Giovedì scorso l’assessore regionale alla Cultura, Claudia Firino, ha convocato una riunione aperta a tutto il mondo del cinema sardo. Ieri Moviementu, l’associazione che raccoglie gli operatori del settore, ha diffuso un comunicato in cui lancia un ennesimo allarme sulle prospettive future. «Ci aspettavamo – si legge nel documento, un cambio di passo da parte della giunta Pigliaru e invece la riunione con l’assessore Firino e con il suo capo di gabinetto, Giuseppe Dessena, ha avuto un esito totalmente inaspettato, e per certi versi drammatico. La notizia è che la cifra promessa per il settore dalla scorsa finanziaria, 2.900.000, euro si è ridotta a 960.000, di cui 360.000 per il funzionamento della Film Commission e i restanti 600.000 euro per la produzione vera e propria. L’assessore ha detto durante la riunione di avere “raschiato il fondo del barile”, una metafora usata per spiegare agli artisti e alle maestranze, agli operatori culturali che in realtà per il cinema non c’era niente e che questi soldi arrivano solo per la volontà della Firino di tagliare qua e là dentro il bilancio dell’assessorato». «Gli operatori del cinema – continua la nota – hanno protestato con grande energia e hanno manifestato il loro sgomento per quello che considerano un segnale evidente del disinteresse e della scarsa attenzione delle istituzioni regionali per questo settore che chiede con forza regole certe, e da anni registra l’assenza di bandi, come in questo caso attivati solo alla fine dell¹anno, o come è successo negli anni scorsi dimenticati, o ancora peggio gestiti con regole incerte, assolutamente non in linea con i dettati della legge regionale del 2006. Chi opera nel cinema ha chiesto con forza all’assessore maggiore rigore nell’applicazione della legge, per uscire dalle secche della discrezionalità politica, della gestione delle finanze legata, come era un tempo, ai rapporti individuali o alle sponsorizzazioni politiche. Hanno inoltre segnalato, senza polemica alcuna, che altri settori della cultura isolana, hanno mantenuto giustamente i loro standard di finanziamento pubblico o li hanno visti addirittura in leggera crescita. Questo per evidenziare che il settore cinema merita la stessa attenzione degli altri settori strategici della nostra cultura, settori che la Regione non si sognerebbe mai di mettere in crisi, o in discussione, o di umiliare, come di fatto è avvenuto con questi 600.000 euro che dovrebbero finanziare film, documentari, cortometraggi, tutta la filiera di un mondo che ha bisogno come il pane di un incentivo, di quello che oggi si chiama start up, per gettare le basi di nuove produzioni che lascino soldi sul territorio, produzioni a cui la Regione partecipa solo con esigue percentuali, ma che sono fondamentali per intercettare finanziamenti fuori dall’isola da riportare in Sardegna, con ampie ricadute economiche».

«Gli operatori – dice Moviementu – chiedono a gran voce che vi sia la massima attenzione per le procedure, per le regole della legge di settore, un impegno finanziario più consono alla qualità espressa dal cinema sardo, la capacità di riflettere su scenari prossimi e venturi che siano capaci di dare gambe a questa industria creativa, a questa industria sostenibile che alla nostra isola ha dato tanto, ricevendo in cambio, come avrebbe scritto il grande regista Fiorenzo Serra, soltanto un “pugno di terra”».

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