La Nuova Sardegna

la crisi industriale nell’isola

Fallisce un’altra grande azienda: la Keller di Villacidro

di Luciano Onnis

VILLACIDRO. Quel che si temeva – e che i meno ottimisti avevano previsto – è accaduto: la Keller Elettomeccanica di Villacidro è fallita e si porta appresso 287 posti di lavoro nel Medio Campidano,...

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VILLACIDRO. Quel che si temeva – e che i meno ottimisti avevano previsto – è accaduto: la Keller Elettomeccanica di Villacidro è fallita e si porta appresso 287 posti di lavoro nel Medio Campidano, più circa altri 170 in Sicilia, a Carini, dove la fabbrica di treni aveva uno stabilimento satellite. Il tribunale di Cagliari, sezione fallimenti, giudice delegato Vincenzo Amato, ha rigettato la richiesta di amministrazione straordinaria avanzata dalle organizzazioni sindacali di categoria e dal ministero dello Sviluppo economico e ha così decretato la fine dell’azienda, nata agli inizi degli anni Ottanta e andata avanti fra alti e bassi fino al 2009, quando ha fermato gli impianti di Villacidro per mancanza di liquidità nonostante ci fossero commesse multimilionarie. La notizia del fallimento è arrivata nella tarda mattinata. Poi hanno preso a circolare, a conferma dell’ufficialità, anche le copie del dispositivo di 69 pagine del giudice, depositato nella cancelleria del tribunale. In sintesi il giudice Amato ha ritenuto che manchino i requisiti richiesti dalla legge per la concessione dell’amministrazione straordinaria. L’azienda verrà messa in vendita con procedura fallimentare, anche per singoli componenti. Durissime le reazioni a caldo dei sindacati. «Premesso che le decisioni del giudice vanno rispettate – ha commentato Marco Angioni, segretario provinciale della Fsm Cisl – siamo comunque stupiti di quanto decretato. È certo che come sindacati non molliamo la presa, valuteremo con i legali il dispositivo del giudice e decideremo poi come procedere». Dello stesso avviso Gianluigi Marchionni, segretario territoriale della Fiom Cgil e dipendente Keller: «Adesso arriveranno i licenziamenti, siamo tutti sulla strada con le nostre famiglie. Vedremo anche se la Regione, a cui i sindacati hanno subito chiesto un incontro urgente, farà la sua parte e non solo a parole». Già un’altra volta, nel 1993, la Keller era stata salvata con il ricorso all’amministrazione controllata concessa attraverso la cosidetta “legge Prodi”. La fabbrica, nata nel 1983 per opera della famiglia siciliana Salatiello (e grazie a consistenti contributi pubblici) era stata poi venduta all’imprenditore aretino Piero Mancini e poi ceduta alla società Hig e al gruppo Busi.

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