La Nuova Sardegna

Un killer spavaldo venuto da lontano

di Kety Sanna
Un killer spavaldo venuto da lontano

A volto scoperto ha sparato davanti alla compagna di Bachisio Cossu. Interrogato l’ex marito della donna: ha un alibi

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INVIATA A SILANUS. La morte ha l’immagine del lampo dello sparo prima dell’esplosione. Erano le 19.50 di domenica sera a Silanus. A Valentina Mura è bastato un millesimo di secondo per rendersi conto che quella sagoma nera, poggiata sulla macchina, nella penombra della via, attendeva loro.

Lei e Bachisio Cossu erano saliti a casa, all’ultimo piano della palazzina Iacp di via Nazario Sauro per prendere le ultime cose prima di partire alla volta di Iglesias, dove lei lavora alle dipendenze della Asl come necroforo, mentre lui avrebbe dovuto iniziare proprio ieri una nuova attività alle dipendenze di un’azienda di macellazione, dopo aver concluso i sei mesi a tempo determinato nella ditta di formaggi Lacesa.

Hanno chiuso casa, hanno acceso le luci della scala e sono scesi in strada, dov’era parcheggiata la Polo nera della ragazza. Proprio mentre stavano per caricare i bagagli, hanno sentito un rumore. Metallico. Forse proprio lo scarrellamento della pistola. Non hanno fatto neppure in tempo a girarsi che un fuoco improvviso ha spezzato l’aria prima dell’esplosione. Un istante dopo Bachisio Cossu è crollato a terra con una profonda ferita alla tempia. La morte è stata istantanea.

Il killer, vestito di scuro e col volto scoperto (elemento questo che potrebbe far ipotizzare a qualcuno arrivato da fuori), gli è passato accanto per sincerarsi di aver fatto un buon lavoro, poi ha proseguito la sua strada senza curarsi affatto della donna che piegata sul cadavere piangeva disperata e implorava aiuto. In un attimo via Nazario Sauro, dietro la strada principale del paese e a poche decine di metri dal campo di calcio, si è riempita di gente. Nessuno però ha osato avvicinarsi a quel corpo senza vita protetto solo dallo scudo di una donna che non voleva più lasciarlo.

Con l’arrivo dell’ambulanza Valentina Mura è stata accolta in una casa vicina e poi portata in caserma dov’è stata interrogata per diverse ore. Anche l’arrivo dei parenti del giovane ucciso (la madre e i fratelli) è stata per lei una prova ulteriore: «Adesso sarai contenta» le hanno urlato mentre piangevano la morte del figlio e fratello assassinato, quasi a volerle attribuire la responsabilità di quanto accaduto. Un legame non condiviso quello tra la ragazza e Bachisio Cossu (soprattutto da parte dei parenti di lui che, pare, avessero interrotto da tempo ogni rapporto). Forse perché entrambi avevano alle spalle famiglia con figli. Ma loro avevano deciso di stare insieme nonostante tutto. Avevano infatti preferito trasferirsi nell’Iglesiente e rientrare in paese solo il fine settimana. Proprio questa routine potrebbe aver facilitato nell'azione criminosa l’assassino che ha potuto, chissà da quanto tempo, pianificarne il delitto in ogni aspetto.

Ed è anche per questo che la pista passionale è stata una tra le più battute, nelle ore immediatamente successive all’agguato. Anche se finora, non sarebbero emersi elementi rilevanti che facciano ipotizzare il coinvolgimento in questa vicenda, né dell’ex marito della donna (un uomo di Noragugume con diversi precedenti penali che, sentito domenica sera avrebbe fornito subito un alibi) né tanto meno della ex moglie dell'ucciso.

Storie finite da circa due anni che hanno comunque lasciato strascichi in un paese piccolo come Silanus, dove si sa tutto di tutti e dove ogni cosa viene amplificata.

Ieri si diceva che Bachisio Cossu non avesse paura di nulla, che era tranquillo e si muoveva a qualsiasi ora del giorno o della notte. Nessuno però ha azzardato fare possibili collegamenti. Perché a queste cose è meglio che pensino gli inquirenti. È bene stare fuori da storie che, alla fine, potrebbero portare solo rogne. Ed è forse proprio questo il motivo per cui anche la morte di un giovane poco più che trentenne, in un piccolo centro come Silanus, segnato troppo spesso da episodi criminali che a distanza di anni non hanno ancora avuto colpevoli, ha quasi rischiato di passare inosservata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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