La Nuova Sardegna

Contenzioso con il Ministero

Borse di studio universitarie garanzie per gli studenti sardi

CAGLIARI. Via libera della commissione Sanità del Consiglio regionale alle borse di studio per la specializzazione in veterinaria (sono 15 e il finanziamento è di 175mila euro all’anno) e a quelle...

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CAGLIARI. Via libera della commissione Sanità del Consiglio regionale alle borse di studio per la specializzazione in veterinaria (sono 15 e il finanziamento è di 175mila euro all’anno) e a quelle per le discipline “non mediche” e in farmacia ospedaliera (20 con un contributo di 232mila euro per tre anni).

La stessa commissione ha sospeso invece il parere sulle borse di studio (120 con un finanziamento di 2,5 milioni e mezzo in tre anni) per le scuole di specializzazione della facoltà di medicina a Cagliari e a Sassari. Il motivo: «Bisogna tutelare gli specializzandi sardi nell’accesso ai bandi».

All’inizio c’era una norma regionale che lo prevedeva (gli studenti dovevano essere residenti nell’isola da almeno sei anni), ma il ministero l’ha cassata. «Secondo Roma – ha detto il presidente della commissione, Raimomdo Perra (Psi) – ora possono accedere oltre ai cittadini sardi e ai figli degli emigrati, anche chi ha la residenza nell’isola al momento della presentazione della domanda». Il rischio, in altre parole, è che molti studenti della penisola si trasferiscano in Sardegna solo per sfruttare il bando e ottenere le borse di studio. «Questo trucco – sempre secondo Perra – finirebbe per penalizzare proprio gli studenti sardi che vogliono iscriversi nelle scuole di specializzazione in medicina». Bisognerà quindi trovare un correttivo, come è stato sollecitato dai partiti del centrodestra, ma anche da alcuni consiglieri di maggioranza.

A essere perplesso sul diktat del ministero è stato anche l’assessore alla Salute. «Da mesi – ha detto Luigi Arru – ho sollecitato Roma a inserire nel bando anche la norma regionale dei sei anni di residenza in Sardegna, ma finora non c’è stata ancora una risposta alla nostra richiesta» Nell’attesa della replica del ministero, la commissione ha deciso di sospendere il via libera. La questione dei sei anni non va letta come un privilegio per gli studenti sardi, bensì come una garanzia destinata ad evitare i trasferimenti furbetti in Sardegna solo con un obiettivo: ottenere la borsa di studio dalla Regione. (ua)

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