Legge casa, scontro aperto fra favorevoli e contrari
Proposta Erriu, il presidente della commissione Urbanistica: Vas non necessaria Gli ambientalisti: Ddl pericoloso. Imprenditori e sindacalisti: rilancerà l’edilizia
CAGLIARI. Legge (ex Piano) casa sì o no? Sì, per l’accoppiata imprenditori-sindacalisti: «È l’ultima possibilità per il rilancio dell’edilizia. Servono regole certe e semplici, rispettose del paesaggio ma che non blocchino lo sviluppo». No secco, per gli ambientalisti contrari soprattutto all’aumento delle cubature-premio nella fascia dei 300 metri dal mare: «Il rischio è che 25 milioni di metri cubi in più si abbattano all’improvviso sulla Sardegna». Le due posizioni, opposte e anche inconciliabili, si sono incrociate nell’aula della commissione Ambiente del Consiglio regionale, presieduta da Antonio Solinas del Pd, che ha cominciato le audizioni sul disegno di legge dell’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu. Proprio il presidente Solinas ha fatto sapere che «fra una settimana la proposta della Giunta sarà discussa e approvata in commissione, poi consegnata al Consiglio delle autonomie locali, deve esprimere il parere, e infine ritornerà in aula all’inizio di dicembre. Siamo nei tempi, il voto finale arriverà presto». Secondo questo calendario, il pericolo del vuoto legislativo sarebbe scongiurato o comunque di pochi giorni fra la scadenza del Piano casa (a fine mese) e l’entrata in vigore della legge. Sarà così solo se non ci saranno intoppi politici e tecnici. Anche se subito un problema l’hanno sollevato gli ambientalisti: «La proposta della Giunta – hanno detto – non può diventare legge senza essere sottoposta alla Valutazione ambientale strategica, così com’è obbligatorio anche per il Piano paesaggistico regionale». Ma sul punto è arrivata la replica del presidente della commissione: «Non credo sia necessaria la Vas – ha detto Solinas – perché l’assessorato all’Urbanistica e quello all’Ambiente hanno lavorato in stretta collaborazione alla stesura della legge». Chi ha ragione lo si scoprirà nei prossimi giorni.
Gli ambientalisti. Da Vincenzo Tiana (Legambiente), Maria Paola Morittu (Italia Nostra) e Antonello Secci (Wwf) il no è stato ribadito ancora una volta. Primo motivo: «Se il Piano casa era temporaneo e aveva una scadenza, la legge di fatto stabilizzerà un regime di deroghe permanenti alle regole e finirà per essere un freno ai Piani urbanistici comunali». Secondo: «Con questa legge è incentivato il consumo del suolo con premialità che per le strutture turistiche arriva anche al 25 per cento delle cubature esistenti». Terzo motivo: «È una legge che non si basa su una pianificazione sostenibile del territorio, ma solo su un intreccio d’incrementi delle volumetrie».
Imprenditori-sindacalisti. Il fronte del sì alla legge è stato compatto e anche la Cgil (che alla prima uscita aveva preso le distanze) è rientrata nel gruppo seppure con qualche distinguo. Francesco Porcu della Cna ha detto: «Finalmente le imprese faranno riferimento a regole certe e semplici». Luca Murgianu (Confartigianato) ha aggiunto: «È una legge stabile, chiara, senza ideologie e senza tabù». Giovanni Matta (Cisl) ha sottolineato che l’urbanistica da oggi in poi deve basarsi su quattro pilastri: qualità sostenibilità, innovazione e rispetto delle norme. «In più – ha aggiunto – va sostenuto il riutilizzo dei materiali tipici dell’isola». Gianni Olla (Uil): «L’edilizia ha pagato a causa della crisi uno di prezzi più alti con la riduzione del 70 per cento degli occupati e questa legge è un buon punto da cui vogliamo ripartire». Antonio Piludu (Cgil): «Dobbiamo puntare insieme a due grandi obiettivi: riqualificare le periferie ed evitare la desertificazione delle zone interne». (ua)
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