La Nuova Sardegna

la lettera

«Nonna lotterò nel tuo ricordo per evitare altre tragedie simili»

di Samuele Canu
«Nonna lotterò nel tuo ricordo per evitare altre tragedie simili»

di Samuele Canu Cara nonna è già trascorso un anno, ma il tuo sguardo e il tuo sorriso hanno in parte alleviato questo periodo così doloroso. Un lasso di tempo nel quale si sono avvicendati, in...

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di Samuele Canu

Cara nonna è già trascorso un anno, ma il tuo sguardo e il tuo sorriso hanno in parte alleviato questo periodo così doloroso. Un lasso di tempo nel quale si sono avvicendati, in maniera tumultuosa, i rimpianti, le inquietudini e le speranze. I rimpianti che sorgono per le parole non dette a chi, come te, ha trovato l’ultimo giaciglio in quella marea, così innocentemente colpevole. Le inquietudini che ricompaiono ogniqualvolta si stagli una nube nel cielo. La speranza di non dover rivivere quell’incubo. La tua assenza e gli avvenimenti successivi alla notte di quel maledetto 18 novembre hanno impresso nell’animo una ferita non ancora rimarginata, tuttora ruggente. Un dolore capace di unire sardi, liguri, toscani, “alluvionati”, capace di farci sentire davvero umani, tanto nella differenza quanto nell’indifferenza. Ma è qualcosa di più. È un segno che si è tramutato in un marchio che ha l’energia di ricordarci, nei momenti di sconforto, che è essenziale condurre le nostre esistenze con ancor più forza e volontà. Però, per far sì che accada tutto ciò, è necessario abbandonare l’assolutoria ricerca di colpevoli da condannare, poiché finiremo per maledire noi stessi. Siamo perfettamente coscienti di aver fomentato, in maniera più o meno consapevole, la sequela di corruttele e clientelismi che ha spezzato tante, troppe vite. Da giovane studente e cittadino sono ben conscio delle mie responsabilità. Perciò ribadisco che il mio impegno, e quello (spero) di noi tutti, sarà costantemente quello di combattere a spada tratta, affinché ciò che è accaduto l’anno scorso a Olbia, ed oggi in molte altre parti d’Italia, non finisca nel dimenticatoio. Affinché il rispetto della nostra terra non venga offuscato dall’avida ricerca di favori personali. Affinché, calati gli innumerevoli sipari della politica del “noi faremo”, non vengano innalzate nuove lapidi. Con queste parole dedico a te, nonna, un affettuoso saluto, nella speranza che esse possano, almeno in parte, restituire una fedele immagine di ciò che sei stata e di quel che mi hai insegnato.

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