«Fratello assassino, devi costituirti»
L’appello del parroco durante i funerali di Bachisio Cossu. Grande folla per l’ultimo saluto al pastore ucciso domenica sera
SILANUS. L’ha chiamato «fratello assassino» e lo ha invitato a pentirsi e a consegnarsi alla giustizia, ma è difficile credere che chi ha ucciso Bachisio Cossu con la freddezza di un killer professionista accolga l’appello che il parroco di Silanus, don Giovanni Chirra, gli ha rivolto durante l’omelia della messa funebre celebrata ieri mattina nella chiesa Madonna d’Itria gremita di gente. Ad accompagnare il feretro c’erano i numerosi parenti e una grande folla, la presenza di una comunità sempre solidale quando un giovane è vittima di un evento tragico.
Nei volti della gente (tantissime persone, molte delle quali venute da altri paesi dove la famiglia dell’ucciso intrattiene rapporti di conoscenza e di amicizia) si leggeva sgomento, costernazione e incredulità.
Con la presenza silenziosa la comunità di Silanus ha manifestato solidarietà e cordoglio ai familiari di Bachisio Cossu, l’operaio ucciso con un colpo di pistola in via Nazario Sauro nella serata di domenica mentre, assieme alla compagna, Valentina Mura, caricava la macchina prima di partire per Iglesias, dove l’indomani avrebbe dovuto prendere lavoro presso una ditta locale.
Come in tutti gli eventi tragici che in passato hanno colpito qualche famiglia di Silanus, l’omicidio di Bachisio Cossu ha scosso il paese. Don Giovanni Chirra, anche se con la voce rotta dalla commozione, lo ha detto chiaramente: «Il paese è umiliato e ferito da questo tragico evento. Un paese che ama la gioia e ama vivere non può essere colpito a questo modo». Poi si è rivolto all’assassino chiamandolo fratello. «Avrai il perdono cristiano – ha detto –, ma non quello della giustizia terrena. Invocano giustizia la mamma, la sposa, i figli, i parenti e l’intero paese». Poi l’invito a costituirsi. «Consegnati alla giustizia e pentiti – ha proseguito –, fallo subito, non aspettare perché sulla tua coscienza pesa un marchio che col tempo sarà indelebile».
Il parroco ha concluso l’omelia richiamando l’attenzione su Giovanna Serra, la mamma dell’ucciso che ha chiamato «mamma della sofferenza» ed «esempio di grande madre». Alla fine della messa il feretro si è diretto verso il cimitero accompagnato dalla folla degli amici e dei parenti e dalla comunità. Al rito funebre religioso è seguito quello delle condoglianze con i parenti dell’ucciso ai quali il paese ha manifesto solidarietà e cordoglio. La moglie di Bachisio Cossu, provata dall’emozione, non ha retto ed è stata allontanata. Non c’era neppure Valentina Mura, che forse ora inizia a risentire dello stress e dello choc subito domenica sera quando ha assistito all’assassinio del compagno.
Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Silanus e della compagnia di Macomer coordinati dal comandante, capitano Giuseppe Pischedda, procedono nel massimo riserbo. Sembra comunque che allo stato delle cose non vi siano sviluppi di rilievo. Proseguono i riscontri e i controlli sugli elementi raccolti subito dopo l’omicidio e nei giorni successivi. L’autopsia ha confermato che Bachisio Cossu è stato ucciso con un solo colpo di pistola alla testa confermando che l’obiettivo dell’assassino era proprio il giovane operaio e che il killer ha agito con freddezza e determinazione.
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