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La Tirrenia fa utili ma la convenzione presto sarà rivista

La Tirrenia fa utili ma la convenzione presto sarà rivista

La compagnia inaugura l’operazione trasparenza On line costi, ricavi e prezzi delle rotte per la penisola

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CAGLIARI. L’aria di Sardegna, a Cagliari ha trasferito da poco la sede legale, sembra far bene, molto bene, all’amministratore delegato di Tirrenia-Cin, Ettore Morace. Affari compresi: per la terza volta consecutiva, è in sella dal 2012, chiuderà il bilancio con un utile che potrebbe persino essere superiore al milione e mezzo di euro del 2013. A poco più di un mese dalla fine dell’anno, dopo aver fatto qualunque cosa per far dimenticare ai sardi le «carrette del mare», c’è riuscito?, è soddisfatto soprattutto della contabilità, ecco l’ultimo colpo da maestro della buona comunicazione. Ha annunciato che non solo e «per fortuna Con gode di discreta salute» ma con «la pubblicazione su internet di contratti, costi e ricavi rendiamo trasparente quello che abbiamo fatto». Anche se la convenzione o con lo Stato continua a non piacergli, Tirrenia ci ha provato con Roma però non riceverà soldi in più, mentre è molto contento di «non aver aumentato le tariffe quest’estate, anzi per i sardi le abbiamo abbassate rispetto al tetto massimo previsto» e di «essere riuscito finalmente a dialogare con la Regione per migliorare il servizio». Certo, per raggiungere l’obiettivo ha beneficiato anche della possibilità (sperimentale e fra molte polemiche) di ottimizzare le corse. Ha ridotto o cancellato quelle diseconomiche, e lo sostiene conti alla mano: Cagliari-Civitavecchia (da giornaliera a trisettimanale), Cagliari-Trapani (assorbita dalla rotta per Palermo) e le soste ad Arbatax, perché «d’inverno viaggiavano pressoché vuote». Anche questo azzardo gli è riuscito.

Il presente. Il segno continua a essere positivo per Tirrenia, nonostante perda 24 milioni sulle rotte convenzionate, al netto dei 72 milioni che riceverà dallo Stato fino al 2020, perché poi è d’estate che fa l’incasso grosso sulle rotte cult da e per la Sardegna, e nonostante qualche fibrillazione di troppo, molto pubblica, fra i soci della compagnia. Trascinato dal buon vento di questa stagione, Morace ha benedetto così l’operazione trasparenza. Sollecitato dalla Regione, da ventiquatt’ore ha caricato sul sito ufficiale, tutte le pagine della convenzione con lo Stato per la continuità territoriale: neanche una delle clausole di quell’accordo è più segreta. Per poi esagerare: sotto la finestrella azienda ha messo anche i conti dettagliati della società, le corse effettuate, la tabella prezzi, ripulita però dalle tasse portuali che come sempre incidono sulle tariffe in maniera esagerata, e addirittura le penali pagate quando ci sono stati intoppi e ritardi. Tutto, ma proprio tutto, senza nascondere un dato sensibile. Eccesso di buonismo? Non per Morace, perché «la trasparenza è sempre fondamentale – ha detto con enfasi – quando tratti anche soldi pubblici» e lo è ancora meno per l’assessore ai Trasporti. Massimo Deiana ha messo subito il timbro istituzionale sull’operazione trasparenza. «D’ora in poi – ha detto – tutti avranno la possibilità di leggere e valutare. Abbiamo chiesto alla Tirrenia di farlo, perché abbiamo ritenuto che fosse un diritto dei sardi conoscere ogni passaggio della gestione di un servizio essenziale e finanziato dallo Stato». Resta il problema che a metà dell’anno prossimo, la convenzione potrebbe essere rivista e corretta. Allora saranno dolori? La doppia risposta, dell’assessore e dell’amministratore delegato, è no. Soprattutto perché per la prima volta, ci sarà anche l’isola al tavolo della trattativa e questa presenza dovrebbe essere una garanzia contro possibili soprusi.

Le prospettive. Crisi economica generale a parte, il futuro della Tirrenia pare buono sempre che non ci siano presto rivoluzioni nell’assetto della società. Ma resta da capire quali saranno le richieste della compagnia quando, a metà del 2015, si presenterà al tavolo ministeriale. Chiederà un’altra riduzione delle corse, per migliorare ancora i conti? Oppure proverà a ottenere un lasciapassare per l’aumento delle tariffe? Se su quello che accadrà Morace preferisce il riserbo, l’assessore Deiana dice di aver idee precise. «Proveremo a riscrivere – è l’annuncio – una convenzione che al momento della prima firma abbiamo subito: la Sardegna, anche per sua responsabilità, all’epoca a quel tavolo non era presente». Ora a parte i ritocchi volanti dei mesi scorsi, la Regione «vuole incidere di più». Come? «Abbiamo allo studio diverse proposte – ha giurato Deiana – ma è certo che per noi le tariffe restano e resteranno intoccabili». (ua)

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