La Nuova Sardegna

Regione, al via il riordino degli uffici

di Umberto Aime
Regione, al via il riordino degli uffici

Tetto di 24 superburocrati e mobilità. Presto cinque nuovi commissari nelle Province. Floris: assemblea delegittimata

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CAGLIARI. Il presidente Pigliaru ha messo in cascina la sua seconda riforma in neanche un mese. Dopo quella sulla sanità, il Consiglio regionale dopo un solo giorno di dibattito ha approvato anche il riordino degli uffici regionali. Con un voto compatto la maggioranza di centrosinistra, ha dato il via libera all’assessore agli Affari generali, Gianmario Demuro. Spetterà a lui disegnare i vertici, leggi direttori generali, di quello che da ieri non si chiama più solo Regione, ma «sistema Regione», che comprende dalle stanze della Torre di viale Trento fino all’ultimo degli enti controllati, agenzie comprese. Non è una riforma vera e propria: fra qualche mese il Consiglio riceverà la proposta per il riassetto definitivo della mappa, e per ora le novità sono, oltre ai superburocrati che non potranno essere più di 24, la mobilità del personale da un ufficio all’altro, servirà a colmare i vuoti in organico, e l’aver cancellato la pessima abitudine degli «auto-premi a valanga» che gli stessi dirigenti si assegnavano finora senza nessun controllo. In più c’è la novità che la Giunta presto potrebbe nominare cinque nuovi commissari nelle ex Province, Cagliari più le quattro regionali abolite con i referendum, in sostituzione di quelli nominati la scorsa legislatura dalla giunta Cappellacci. Saranno quei cinque, oltre agli attuali presidenti di Sassari, Nuoro e Oristano, gli ultimi traghettatori verso la riforma degli Enti locali, annunciata entro la fine dell’anno. E proprio nell’attesa della prossima pianta organica dei dipendenti regionali, si sa comunque che sarà la Giunta a deciderla senza più l’obbligo di passare in Consiglio, il centrosinistra ha preferito per ora non addentrarsi nel labirinto.

Pd, Sel, sovranisti e Centro Democratico hanno rimandato a data da destinarsi i pericolosi casi sul passaggio dei dipendenti da una categoria all’altra, sulle mansioni superiori ormai solo da certificare e sui precari da stabilizzare. Tutto è stato rinviato alla riforma Demuro numero 2, con un ordine del giorno votato dai 32 consiglieri di maggioranza, primi firmatari Efisio Arbau di Sardegna Vera e Pietro Cocco del Pd, che «impegna la Giunta ad affrontare in maniera organica le questioni ancora aperte».

Il centrodestra si è impegnato in ogni modo per rallentare il cammino veloce del primo capitolo del nuovo «sistema Regione». Non aveva i numeri per farlo e non c’è riuscito nonostante gli oltre 50 emendamenti presentati e bocciati uno dopo l’altro. Le contestazioni di Forza Italia, Riformatori, Udc, Psd’Az e Fratelli d’Italia sono state sempre di questo tipo: legge disomogenea, frettolosa, che si occupa prima del tetto della casa (i superburocrati) che delle fondamenta, gli oltre 12mila dipendenti della Regione. Com’era prevedibile fra i più critici è stato l’ex presidente della Regione Mario Floris dell’Uds: «Con una legge che di fatto prende atto solo della riforma nazionale degli uffici della pubblica amministrazione, è stato per l’ennesima volta delegittimato il Consiglio regionale. Ora anche sul personale sarà la Giunta a fare e disfare a suo piacimento e noi cosa ci stiamo fare?». Posizione contrastata dal presidente della commissione Riforme, Francesco Agus (Sel), e dal relatore di maggioranza, Salvatore Demontis (Pd). La sintesi dei loro interventi è questa: «Diamo il via libera a un primo passo importante per rendere efficace ed efficiente una macchina che finora non è stata sempre a favore dei cittadini e, in alcuni casi, non è stata neanche dalla parte della coalizione vincente impegnata a realizzare il programma scelto dagli elettori». A controreplicare è stato il vicepresidente della commissione Riforme, Stefano Tunis (Forza Italia): «Se la riforma sulla sanità è servita alla maggioranza per commissariare le Asl, questa è un cavallo di Troia per prendere il potere nelle ex Province». Conclusione rispedita subito al mittente dall’assessore Demuro: «Gli affetti positivi della riforma saranno immediati».

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