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A dicembre la faccia nuova della burocrazia

A dicembre la faccia nuova della burocrazia

Dopo l’approvazione della legge in Consiglio la Giunta detta i tempi della riforma degli uffici regionali

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CAGLIARI. Strano a dirsi ma questa volta a essere più veloce è stata la burocrazia. Con la legge appena approvata dal Consiglio regionale, a dicembre sarà l’apparato del nuovo «sistema Regione» il primo a cambiare pelle, «a essere più moderno ed efficiente», almeno è l’auspicio. Mentre la politica chissà ancora per quanto tempo, in attesa di una sempre complicata Legge statutaria, resterà imprigionata nell’attuale e vecchio schema. In cui c’è di tutto ma non esiste un assessorato che si occupi solo di nuove tecnologie (il futuro) oppure un altro specializzato negli ormai indispensabili rapporti con il resto del Mediterraneo. A presentare questo innesto dai molti e possibili rischi sono stati il governatore Francesco Pigliaru, e l’assessore agli Affari generali Gianmario Demuro, insieme al presidente della commissione Riforme del Consiglio, Francesco Agus. La prima dichiarazione è stata questa: «Non capita spesso – ha detto Pigliaru – che una legge sia approvata in un solo giorno, ci siamo riusciti e il merito va riconosciuto al Consiglio», e Agus l’ha sottolineato «C’è stato un ottimo gioco di squadra». Come dovrà esserlo quello fra i 24 direttori generali (ma il numero potrebbe diminuire) che saranno scheletro e mente della nuova organizzazione di quasi 12mila dipendenti, è l’organico della Regione compresi Enti ed Agenzie. Demuro è stato deciso nel dire: «Abbiamo fatto un primo passo importante per rimettere in moto una macchina arrugginita. Fra meno di un mese, in Giunta, decideremo l’organizzazione vera e propria, con accorpamenti e soppressioni delle direzioni, poi in primavera sarà la volta delle legge sul personale, ma nel frattempo avremo la possibilità di giocarci la carta decisiva della mobilità interna per restituire efficienza alla Regione». Una Regione – sono state le parole del governatore – «immobilizzata da troppe regole rigide e composta da piccole autarchie, ognuna troppo separata dalle altre e spesso anche poco disposta a dialogare con l’ufficio a fianco». Oppure ci sono servizi carichi di lavoro ma sottodimensionati e altri invischiati invece nella situazione opposta: «Con la mobilità e le competenze trasversali metteremo fine al cortocircuito». Non sarà facile far passare il concetto fra i sindacati, con gli autonomi che hanno puntato già i piedi: «Siamo disponibili al confronto, ma delle riforme non possiamo fare a meno», ha detto Pigliaru. Per rendere più chiaro il concetto Demuro ha usato la metafora della cassetta degli attrezzi: «Ci siamo dotati di quello che ci serviva per far funzionare al meglio il lavoro del personale e valorizzare le competenze. Per questo potremo contare anche su un data base che ci permetterà di sistemare le persone giuste al posto giusto». Poi col tempo, arriverà anche il cambio generazionale fra gli impiegati: c’è bisogno di aria nuova in Regione. Anche se l’opposizione con Pietro Pittalis (Forza Italia) ha detto: «La Giunta ha solo rinviato i problemi compreso quello urgente della stabilizzazione degli operai dell’Ente foreste». (ua)

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